DOMENICA 25 Agosto 2019 - Aggiornato alle 21:16

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Carbone e container: la Cpc chiede il conto

Messe nero su bianco criticità e richieste. Onda popolare si unisce all’appello del Pd

CIVITAVECCHIA - A seguito dell’incontro della scorsa settimana con il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale Francesco Maria di Majo, i vertici della Compagnia portuale hanno messo nero su bianco le criticità attuali, i problemi legati al calo dei traffici, le ripercussioni negative dal punto di vista economico e le richieste per il futuro, a breve e lungo termine. Sabato mattina, infatti, è stata inviata una lettera indirizzata a Molo Vespucci, a Palazzo del Pincio, alla Regione Lazio e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un documento che sì, fa riferimento allo stato di crisi della Cpc – che come più volte detto dal presidente Enrico Luciani non si è mai verificato negli oltre cento anni di vita – ma va anche a delineare un quadro più generale dei problemi legati nello scalo, in particolare quelli relativi al calo del traffico del carbone e ai numeri esigui di quello container. Per quanto riguarda il primo aspetto, la Cpc ha ribadito quanto dichiarato nelle scorse settimane, e cioè che da gennaio, in anticipo rispetto all’uscita dal carbone fissata al 2025, si è registrata una riduzione di circa il 50% del traffico al molo carbonifero rispetto allo stesso periodo del 2018: questo ha portato ad una diminuzione del fatturato di circa 340mila euro nei primi sei mesi dell’anno, con il rischio di arrivare ad un meno 800mila a fine anno. Cifre importanti, se si prende anche in considerazione la perdita che potrebbe arrivare a circa 3 milioni di euro per l’Adsp, considerata l’ingente riduzione delle entrate fiscali e tributarie. Se si aggiungono le ripercussioni negative sul settore metalmeccanico emerge tutta la criticità della situazione. Da qui la richiesta, rivolta a tutte le parti chiamate in causa, a far sì che Enel possa risarcire economicamente le imprese portuali ee metalmeccaniche coinvolte, almeno fino alla fine dell’anno in corso, facendo anche in modo che la società elettrica possa intervenire nel delineare uno sviluppo alternativo del territorio. In questo senso è stata avanzata nuovamente la proposta di far realizzare ad Enel la darsena energetica grandi masse ed il bacino di carenaggio nel porto di Civitavecchia. Anzi, la Cpc ha anche formalizzato la richiesta, rivolta all’Authority, di avviare il procedimento di revoca dell’autorizzazione (art. 18) nel caso in cui la società non risponda alle istanze che provengono dal territorio. E poi ci sono i problemi legati al traffico container, con la Cpc che ha ricordato come, in questi dieci anni, la società concessionaria dell’unico terminal non è riuscita a raggiungere i numero di movimentazione previsti dal piano operativo, alla base della concessione rilasciata da Molo Vespucci. La stessa società, Rtc, ha una vertenza aperta con Cfft per lo scarico dei container di frutta esotica. Anche questa vertenza pesa nella casse della Cpc, per una perdita di fatturato di 120mila euro rispetto al mese di agosto 2018. Ecco perché i camalli chiedono all’Adsp di intervenire in questo senso, risolvendo la questione tra le due società e pretendendo il rispetto degli impegni, in termini di numeri, per lo sviluppo del terminal container. In caso queste criticità non verranno risolte, la Cpc promette battaglia. Nel frattempo è Onda popolare a condividere le esternazioni del Pd sulla crisi occupazionale ed economica. «Una vertenza troppo importante per la città tutta - hanno spiegato dall’associazione - alla quale auspichiamo che si uniscano, oltre alla Amministrazione comunale del sindaco Tedesco che vede oggi il mondo del lavoro cittadino legato all’economia della produzione energetica ridotto ai minimi termini, la stessa Autorità di Sistema Portuale, che sta subendo insieme alla città, una vera e propria prepotenza da parte di Enel. Estendiamo l’appello e l’invito a difendere la città ed il suo tessuto economico e lavorativo a tutte le forze politiche e sociali, affinché non si lasci passare impunemente un attacco sfrontato quanto pericoloso che, qualora andasse a segno nel suo obiettivo, ridimensionerebbe drammaticamente ed ancor più la qualità di vita di questo territorio, rendendolo definitivamente terra di nessuno - hanno concluso - e zona di impoverimento demografico, dato dalla crescente emigrazione dei nostri giovani in cerca di migliori fortune».

(14 Ago 2019)

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