DOMENICA 18 Novembre 2018 - Aggiornato alle 21:29

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Sette lingotti d'oro a casa Capurso

BELLOSGUARDO. Disposto un sequestro di beni e proprietà per oltre un milione e 700 mila euro a carico dei tre arrestati. La magistratura parla di un "ingiustificato arricchimento". La difesa studia la perizia amministrativo contabile

CARABINIERI SIGILLI CASA DI CURA RSA BELLOSGUARDO

CIVITAVECCHIA - Non solo il sequestro preventivo della rsa Bellosguardo, che continua comunque ad operare per garantire l’assistenza sanitaria adeguata ai circa 60 ospiti presenti. 
Ma anche quello di lingotti d’oro, sette per l’esattezza, trovati nell’abitazione romana del quartiere Monteverde e, secondo gli inquirenti, provento delle attività illecite che la famiglia Capurso svolgeva attraverso la gestione della struttura del quartiere Boccelle a Civitavecchia.
Di più, il gip Gianfranco Mantelli ha ordinato il sequestro anche di beni immobili, partecipazioni azionarie e conti correnti bancari.
I carabinieri infatti hanno anche sequestrato l’appartamento di Roma ed il terreno adiacente alla stessa abitazione.
Il tutto per un valore di oltre un milione e settecentomila euro.
Cifra che è stata stabilita da una precisa perizia voluta dalla Procura della Repubblica che quantifica così, come scrive direttamente il gip nell’ordinanza di sequestro, ‘‘l’ingiustificato arricchimento degli indagati Varrone e Capurso”.
Il giudice però sottolinea anche come le cifre indicate dal perito fossero due, e di aver scelto quella comunque più bassa, mentre la più alta sfiorava i due milioni di euro. Soldi che dunque, secondo gli inquirenti, erano frutto del minor impiego di personale pur ottenendo invece i finanziamenti pubblici per una struttura che invece prevedeva almeno il doppio del personale realmente impiegato.
E mentre rimangono agli arresti domiciliari Sebastiano Capurso, sua figlia Michela e sua moglie Rossana Varrone, responsabili della struttura, sono attesi in questi giorni gli interrogatori di garanzia. La difesa sta studiando la linea da tenere. Tra gli avvocati, anche il legale Pietro Messina, difensore della Varrone che ha chiarito come, al di là dei presunti maltrattamenti, «episodi da chiarire ed approfondire, ci stiamo concentrando - ha spiegato - sulla perizia amministrativo/contabile sui cui, di fatto, si concentrerebbe l’intera inchiesta».

(08 Lug 2014)

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