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Civitavecchia C'è sui dehors: ''Serve una giusta regolamentazione''

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CIVITAVECCHIA – Civitavecchia C’è scende in campo a sostegno dei commercianti, condividendo le preoccupazioni per un futuro sempre più incerto a causa delle mille difficoltà attuali e di una crisi del settore che non sembra conoscere fine. Crisi sulla quale pesa, ad esempio, la questione dehors ed installazioni esterne, per la quale serve, a detta dell’associazione, una buona e necessaria regolamentazione. «Per l’intera categoria – spiegano – è importante un nuovo corretto piano di sviluppo che possa dare a tutti stesse condizioni e pari opportunità per una leale concorrenza. Per quanto riguarda i dehors, ad esempio, questi debbono trovare le giuste collocazioni in proporzione alle vie e piazze in cui vengono installati, compatibili con le esigenze del vicinato, dei passanti e degli abitanti, anche per evitare conflitti sociali, debbono rispettarle funzioni per le quali sono stati ideati e creati, ovvero strutture semi-mobili a piano strada, con porte e pavimentazioni semi-fisse ed in materiale leggero che effettivamente devono rappresentare un ampliamento delle attività per migliorarne la qualità del servizio, senza mai divenire un “vero immobile” per il quale giustamente deve rimanere l’obbligo di una regolare licenza edilizia. Mentre i commercianti si trovano stretti tra problemi e criticità, l’assessorato al commercio è latente e nel centro storico ci si trova ad affrontare una situazione riguardante sempre gli arredi esterni non più sostenibile, dove la sovraintendenza ha messo delle prescrizioni che non sarebbero state recepite nel regolamento redatto dalla passata amministrazione, ritenute inadeguate dalla attuale, che per sei mesi non ha provveduto a fare modifiche quasi a voler privilegiare le risoluzioni individuali, che finiscono inderogabilmente per penalizzare quei commercianti che vorrebbero programmare regolarmente la propria attività. Riteniamo che ulteriori ritardi non siano più tollerabili – hanno concluso – per cui chiediamo al sindaco ed al consiglio comunale, obbligato all’atto di indirizzo e controllo, di far chiarezza al fine di valorizzare una categoria di grande interesse per la vita di questa città».

 

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