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A Cerveteri la “Giornata della buca”

CERVETERI – A Cerveteri, sito Unesco, dopo la giornata del patrimonio archeologico, dove le scuole hanno adottato singole aree del patrimonio etrusco, si organizza la “giornata della buca”. Martedì 25 maggio a partire dalle ore 8 in piazza Aldo Moro gli amministratori locali si trasformeranno in volontari e, con fondi personali e altri messi a disposizione da imprenditori locali, insieme ai cittadini che vorranno partecipare, tapperanno le buche che hanno ridotto le strade in pericolosi percorsi ad ostacoli. “Proprio qui – ha detto il sindaco Ciogli – nella culla della cultura etrusca vediamo il degrado di un patrimonio dichiarato di eccezionale valore per l’umanità e del territorio circostante a causa degli assurdi vincoli del patto di stabilità che non ci permettono di impegnare fondi, che il comune ha disponibili, per eliminare stati di pericolo veramente drammatici”. “Tutti abbiamo davanti agli occhi – ha continuato Ciogli – le gravi difficoltà della nostra città, che ha uno dei territori più estesi d’Italia con 8 centri abitati, oltre al capoluogo con aspetti socio-economici e problemi diversi, km di strade da sistemare di cui una buona parte dell’Arsial, un costo storico del servizio trasporto scolastico di oltre 1.750.000 euro, strutture scolastiche del tutto insufficienti, inadeguate e non a norma, un importantissimo patrimonio archeologico tra i più estesi del mondo inserito nella lista del patrimonio Unesco, con minime possibilità economiche per la sua tutela e valorizzazione, personale comunale e di altre istituzioni pubbliche come le forze dell’ordine insufficiente, società in house con gravissimi problemi economici e organizzativi, aumento esponenziale delle famiglie in difficoltà socio-economiche assistite dai servizi sociali del comune, cronici problemi di mancanza d’acqua potabile, reflui fognari non depurati e quindi mare inquinato, illuminazione pubblica fatiscente, con interi quartieri al buio, carenza di strutture pubbliche e sociali, in primis le scuole, ma anche uffici comunali, centri sociali, impianti sportivi, fenomeni di abusivismo edilizio e conseguenti dissesti idrogeologici, cui si aggiunge ormai da tempo una cronica insufficienza di fondi trasferiti dallo stato, che sono tra i più bassi d’Italia. Ogni anno mancano all’appello per le spese correnti oltre 4 milioni di euro”. “Inoltre – ha concluso Ciogli – il Comune ha più di 15 milioni di euro di opere da completare, tutte iscritte tra i residui e tutte finanziate, provenienti dagli esercizi 2008 e precedenti. Il blocco del patto ci consente di portarne a termine solo € 2.100.000,00 in due anni e conseguentemente tenere bloccate tutte le altre. Il problema poi è più generale e di natura politica: non è assolutamente corretto, né tanto meno sostenibile, continuare a far pagare ai soli comuni il risanamento del bilancio nazionale ed impedire la realizzazione di opere la cui mancata esecuzione mette anche in pericolo la vita dei cittadini. Una situazione assurda dove l’amministrazione comunale ha prima di tutto il dovere di rivendicare i diritti della comunità a vivere in sicurezza e svilupparsi correttamente”.

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