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A San Liborio arrivano le "ronde di quartiere"

Dopo l’ondata di furti negli appartamenti i cittadini sono pronti a scendere in strada con torce e telefoni cellulari. Episodi simili anche in III circoscrizione: Civitavecchia chiede interventi del Pincio e controlli delle forze dell’ordine. Luciani, De Paolis e Perello: «Razionalizzare le forze di polizia sul territorio e impiegare risorse economiche adeguate» 

Dopo l’ondata di furti negli appartamenti i cittadini sono pronti a scendere in strada con torce e telefoni cellulari. Episodi simili anche in III circoscrizione: Civitavecchia chiede interventi del Pincio e controlli delle forze dell’ordine. Luciani, De Paolis e Perello: «Razionalizzare le forze di polizia sul territorio e impiegare risorse economiche adeguate» 

  di FABIO MARUCCI

CIVITAVECCHIA – Il Comune e le forze dell’ordine non rispondono? Allora sono i cittadini a garantirsi da soli la sicurezza. Come accade a San Liborio dove sta nascendo un gruppo di volontari pronti a scendere in strada con ‘‘ronde di quartiere’’, armati solo di torce e di telefoni cellulari. Lo hanno annunciato le associazioni ‘‘Il Faro di San Liborio’’ e ‘‘Gli amici di Beppe Grillo’’, «vista l’immobilità che regna – hanno spiegato – qui la situazione è critica e l’amministrazione comunale non ha stanziato un solo euro nel bilancio 2009 per San Liborio, lasciando ancora una volta il quartiere senza i servizi primari che una città come la nostra dovrebbe offrire». L’ondata di furti che ha interessato il quartiere e che ha spinto i cittadini a mobilitarsi si è verificata anche a Boccelle, San Gordiano e nella parte alta di Campo dell’Oro, complici la scarsa illuminazione e i pochi controlli. «Gli abitanti – ha spiegato il presidente della III circoscrizione Annarita La Rosa – sono costretti a dormire con le luci dei propri giardini accese tutta la notte: l’ultimo tentativo di furto d’auto si è verificato domenica notte in via dei Poggi. Controlli e più pattuglie in giro per i quartieri: questo chiedono gli abitanti». E non ronde private contro le quali si schierano i consiglieri regionale, provinciale e comunale del Movimento per la Sinistra Enrico Luciani, Gino De Paolis e Daniele Perello. «Portano alla memoria quelle che c’erano ai tempi del fascismo – hanno spiegato – non abbiamo bisogno di questo. Crediamo invece sia indispensabile ripensare un più razionale utilizzo delle nostre forze di polizia nei territori e un impiego di risorse economiche ed umane idonee al prezioso lavoro di controllo. Solo dopo aver fatto tutto questo sarà possibile affermare di aver provato a tutelare i diritti dei cittadini». I tre consiglieri, mettendo in evidenza i tagli del Governo alle politiche della sicurezza (meno 3.5 miliardi di euro) si fanno portavoci anche del disagio manifestato dalle forze dell’ordine, con risorse sempre più insufficienti per poter garantire prevenzione e tranquillità. «Ma c’è anche da aggiungere – hanno spiegato – che molti agenti di polizia, carabinieri, militari della Guardia di Finanza vengono impiegati per funzioni non operative, in uffici collaterali. Servono davvero tanti impiegati dietro una scrivania? Quanti agenti potrebbero essere reintrodotti in funzione di prevenzione sul territorio? Quella esistente è una organizzazione delle risorse umane al quanto discutibile, che va ad aggiungersi alle tanti disfunzioni del sistema di controllo del territorio».

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