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A scuola con la carta igienica

S. MARINELLA. Protestano i genitori degli alunni del 261esimo circolo didattico Mamme e papà denunciano le carenze degli istituti della Perla «È vero, non ci sono i soldi, ma che fine hanno fatto i fondi raccolti col mercatino?»

S. MARINELLA. Protestano i genitori degli alunni del 261esimo circolo didattico Mamme e papà denunciano le carenze degli istituti della Perla «È vero, non ci sono i soldi, ma che fine hanno fatto i fondi raccolti col mercatino?»

S.MARINELLA – I genitori degli alunni del 261°circolo didattico si lamentano delle carenze che le scuole cittadine accusano. In una missiva, i papà e le mamme dei piccoli studenti, fanno presente che «anche per la carta igienica si rivolgono a noi. Che i genitori debbano portare materiale igienico a scuola sta diventando un malvezzo anche se il problema tocca gran parte degli istituti scolastici italiani. Ci domandiamo però: se non ci sono soldi per la carta igienica dove sono andati a finire i 5.300 euro del ricavato del mercatino dello scorso anno? Non vengano a dirci per i progetti interni. Quali servizi sono andati a coprire i nostri contributi volontari tramite l’iniziativa ‘‘Adotta la tua scuola?’’ Il lato positivo di questa oblazione, è che è possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi tutte le spese scolastiche, compresa la famigerata carta igienica. Basta fare il versamento in banca o alla posta e il beneficio è assicurato (art. 13 comma 3, della legge 40/2007). Una volta effettuato il versamento, i genitori, hanno diritto di sapere come è stato utilizzato il loro contributo e questo dovrebbe valere soprattutto per tutte quelle spese striscianti che vanno sotto il nome di ‘‘cassa scolastica’’ come carta per fotocopie, libri aggiuntivi, uscite didattiche e così via. Una parte della responsabilità va ai consigli d’istituto, che hanno sempre tollerato l’uso della cassa scolastica, nonostante sia vietata dalle leggi di contabilità dello Stato, invece di impegnarsi a diffondere l’uso del contributo genitori, consente di acquistare grossi quantitativi di materiale e di ottenere prezzi migliori e dà ugualmente diritto ai genitori di conoscere come sono stati spesi i loro soldi». «Caro Anniballi – concludono i genitori – per anni ti sei reso complice anche tu perchè non ti sei opposto a questo spreco. Schiavizzate da un sistema illegale, le insegnanti sono state invitate a chiedere ai bambini la carta igienica, non per uso personale ma per tutta la comunità scolastica». (Gi.Ba.)

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