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A Tarquinia rimpasto di giunta

Il sindaco Mazzola ha cambiato le deleghe e ha tenuto per sè il tecnologico e l’urbanistica Critico Catini: «Celli un assessossore tuttologo e Rosati, che non ha tempo, potrebbe dare le dimissioni»

Il sindaco Mazzola ha cambiato le deleghe e ha tenuto per sè il tecnologico e l’urbanistica Critico Catini: «Celli un assessossore tuttologo e Rosati, che non ha tempo, potrebbe dare le dimissioni»

TARQUINIA – Il sindaco Mauro Mazzola ha deciso di procedere a quello che già da qualche mese si vociferava e che di fatto è un ‘‘mini-rimpasto’’ nella giunta. Si tratta di un vero e proprio balletto di deleghe: l’assessore Roberto Rosati lascia il Turismo e lo Spettacolo per acquisire la delega agli Affari istituzionali, finora in mano a Giancarlo Capitani, il quale si prende lo Spettacolo e cede la Pubblica istruzione che finisce invece nella mani dell’assessore Sandro Celli che prende pure il Turismo e cede il Tecnologico nelle mani del sindaco.
È cambiata la distribuzione delle deleghe ma gli assessori restano gli stessi ha commentato Mazzola: «Sono convinto che gli stessi debbano restare fino alla fine del mandato». Nessun terremoto, dunque: «Rosati aveva avuto problemi già lo scorso anno, perché lo spettacolo dà grandi carichi di lavoro soprattutto d’estate. Dall’altra parte Celli chiedeva un incarico di responsabilità maggiori che aveva tutte le carte in regola per affrontare, e Capitani era assolutamente titolato per lo spettacolo. Quando Rosati andrà in pensione e avrà più tempo, magari, si potrà rivedere il tutto». Intanto gongola Capitani, mentre Celli ringrazia: «Visto che, secondo gli indirizzi della giunta, Istruzione e Turismo saranno deleghe di primo piano».
Assessori a parte, fa clamore la delega al consigliere Renato Bacciardi dell’Udc, che si dovrà occupare del turismo collegato alle Attività portuali. Per Pietro Serafini invece, portale turistico e promozione turistica mentre a Santino Pelucco Protezione civile e volontariato.
Alla notizia del rimpasto da destra fioccano le critiche. Bruno Catini chiede lumi al primo cittadino: «Mi piacerebbe sapere con quale criterio sono state fatte queste scelte. Togliere un avvocato (l’assessore Capitani) e quindi esperto del ramo dagli affari istituzionali, per esiliarci un politico (l’assessore Rosati) non mi sembra una scelta molto ponderata. Non sapevo, e forse siamo l’unico caso in Italia, dell’esistenza di un assessore tuttologo: Sandro Celli annovera tra i suoi compiti gli impianti sportivi, sport, viabilità, trasporti ed ora anche turismo e istruzione. Non discuto le competenze della persona, ma mi chiedo come possa svolgere a pieno e proficuamente tutte queste attività. Basti vedere la fine che sta facendo il nuovo piano della sosta definito svolta epocale ma rivelatosi flop eccezionale. Quanto a Rosati visto che non riusciva a seguire i suoi assessorati per problemi di lavoro, perché Mazzola non ha gli ha consigliato di rassegnare le dimissioni? E lo stipendio dell’assessore ai soli affari istituzionali è identico a quello dell’assessore tuttologo?

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