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Aggredì anziano: condannato a 2 anni e 3 mesi di reclusione

Il tribunale di Civitavecchia ha inflitto una pesante pena ad A.I., di 30 anni, accusato di lesioni volontarie Soddisfatti Maruccio e Trippanera legali difensori di M.F.. L’avvocato Pirani: «Ricorreremo in appello»

Il tribunale di Civitavecchia ha inflitto una pesante pena ad A.I., di 30 anni, accusato di lesioni volontarie Soddisfatti Maruccio e Trippanera legali difensori di M.F.. L’avvocato Pirani: «Ricorreremo in appello»

TARQUINIA – Il tribunale di Civitavecchia ha inflitto una pesante condanna ad un giovane tarquiniese accusato di lesioni volontarie procurate contro un anziano. Il fatto risale al 2003, quando M.F. si trova costretto a ricorrere alle cure dei sanitari di Tarquinia per le lesioni patite a seguito di quella che egli stesso definì in sede di querela «un’aggressione subita ad opera di un giovane concittadino di circa 30 anni A.I.». Il lungo dibattimento che ha visto l’escissione di alcuni testi, si è concluso davanti al dottor Di Zenzo, giudice del Tribunale di Civitavecchia, il quale, accogliendo integralmente le richieste della parte civile, rappresentata dagli avvocati Francesca Maruccio e Claudia Trippanera, ha condannato A.I., difeso dall’avvocato Paolo Pirani, ad una pena severa di 2 anni e 3 mesi di reclusione, con risarcimento dei danni in favore della persona offesa. Il pubblico ministero aveva chiesto quattro mesi di reclusione. All’esito del dibattimento, il difensore della parte civile, gli avvocati Maruccio e Trippanera hanno espresso «piena soddisfazione per il risultato conseguito in ragione delle legittime aspettative del nostro cliente, maturate nel corso di tutti questi anni. Soprattutto considerando l’avanzata età dello stesso, che si è sentito doppiamente vittima del denunciato sopruso, vedendo finalmente riconosciute le sue ragioni». Diverso il commento dell’avvocato Paolo Pirani che ha detto: «Ricorreremo in appello non appena sarà depositata la motivazione da parte del giudice. Riteniamo che questa sia stata una sentenza abnorme sotto il profilo dell’adeguatezza e della proporzionalità della pena, oltre che per quanto riguarda la reale responsabilità dell’imputato, che, peraltro, sin dall’inizio si è professato innocente. La sentenza è per noi del tutto inadeguata all’entità del fatto. Lo stesso pm aveva chiesto 4 mesi di reclusione. Confidiamo nel ribaltamento del risultato con il giudizio d’appello».

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