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Aggressione arbitro, spunta l'ipotesi del nonno tutor 

I commenti dei lettori e degli addetti ai lavori al brutto episodio accaduto sabato scorso a via Montanucci. Massai, mister della Virtus Ladispoli ed ex direttore di gara ha la sua ricetta:Servono persone esperte da affiancare ai ragazzi".  Il presidente Aia Biso: Disposto al dialogo ma non faccio io le regole. Donato (Csi) e Leone (Dlf): «Più educazione» Rucco (Civitavecchia femminile): manca un cultura sportiva

I commenti dei lettori e degli addetti ai lavori al brutto episodio accaduto sabato scorso a via Montanucci. Massai, mister della Virtus Ladispoli ed ex direttore di gara ha la sua ricetta:Servono persone esperte da affiancare ai ragazzi".  Il presidente Aia Biso: Disposto al dialogo ma non faccio io le regole. Donato (Csi) e Leone (Dlf): «Più educazione» Rucco (Civitavecchia femminile): manca un cultura sportiva

di RICKY CARLANTONI

CIVITAVECCHIA – A quasi una settimana di distanza dall’aggressione di un giovane arbitro a via Montanucci da parte di un dirigente-genitore del San Gordiano dopo il derby allievi con il Civitavecchia, Il Tuo Verdercalcio (la nostra nuova rubrica, a lato i contati per scriverci) registra ancora un gran numero di messaggi ma anche proposte. Secondo Silberto Leone, presidente del Dlf, il problema viene da lontano: «Le società devono predisporre prima che istruttori-allenatori degli educatori per i ragazzi che vengono portati a fare sport, ma resto dell’opinione che sulla stessa educazione di questi atleti incidano in maggior parte la famiglia e la scuola. E’ qui che si forma l’atleta e l’uomo». Della stessa opinione il presidente del Centro Sportivo Italiano Andrea Donato: «Questa violenza è figlia della maleducazione, la troviamo in ogni ambito e non centra nulla con il calcio». C’è invece chi, come Roberto Massai, ex arbitro federale attualmente allenatore degli allievi della Virtus Ladispoli, si mette a disposizione per una sorta di collaborazione con l’Aia. «Da ex-arbitro di pluriennale esperienza – attacca – mi metto a disposizione come tutor di questi giovani direttori di gara cui vengono assegnate partite troppo calde e difficili. Spesso vedo che vengono accompagnati al campo da tutor più giovani di loro mentre la figura di una persona esperta potrebbe avvantaggiare la loro tranquillità nell’approccio alla gara». «Viste le tante gare da designare – spiega il presidente della sezione Aia Antonio Biso – è ovvio che in alcuni campi possano essere mandati direttori di gara ancora giovani ed inesperti. Ma questo fa parte del gioco, così come fa parte del gioco l’errore arbitrale. E se in tribuna cominciano a piovere insulti pesanti verso i direttori di gara – una società seria dovrebbe avere dei dirigenti pronti a gettar acqua sul fuoco». Il problema vero, a nostro avviso, è proprio quello della mancanza di un interlocutore fra Aia e società sportive. Riguardo la proposta di Massai afferma: «Sono sempre stato aperto e sensibile alle esigenze della società ma non posso io cambiare il regolamento del calcio. Mettiamoci comunque a tavolino, discutiamo, proponiamo soluzioni che poi faremo pervenire alla Federazione». Infine, la voce di Franco Ruocco, allenatore del Civitavecchia Femminile: «Credo che il problema di fondo sia la mancanza di una vera cultura sportiva e quindi l’esasperazione del risultato. Io proporrei di sensibilizzare alla cultura della sconfitta, non solo gli atleti, ma anche dei genitori che vanno a vedere le partite perché è spesso dalla tribuna che arriva l’input sbagliato».

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