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Agraria, mozione unanime contro il nucleare

TARQUINIA  – Maggioranza e minoranza dell’Università Agraria hanno voluto dare un segnale inequivocabile di contrarietà al nucleare, impegnando il presidente Alessandro Antonelli e la sua giunta a richiedere alle amministrazioni di Montalto di Castro e Tarquinia il massimo impegno affinché il  territorio sia salvato da nuove centrali nucleari o da depositi di stoccaggio delle scorie radioattive. A presentare il documento, il vicepresidente Pierangelo Conti per il quale “questo è il primo atto di un percorso condiviso, il vero obbiettivo deve essere informare e sensibilizzare. Fondamentale partire ora per evitare il solito ritornello che tutto è già deciso e che nulla si può fare per fermare questo disastro”. Per la capogruppo PDL Annarita De Alessandris – chi è contro il nucleare sa motivare la sua scelta, chi è a favore ragiona solo in termini di convenienza ed utilità economica. L’impegno contro il nucleare è decisivo per il nostro territorio per le sue vocazioni, per il suo futuro, per questo richiede la massima unità di intenti possibile tra tutti. Per Alberto Blasi capogruppo PD “bisogna dire no al nucleare, bisogna dire no alla possibilità di bruciare rifiuti nella centrale di TVN, lavorare al suo interno non mi impedisce di essere un uomo libero e di occuparmi dei problemi ambientali della mia città, magari con maggiore consapevolezza rispetto a molti altri”. Per Manuel Catini “giusto aderire al comitato contro il nucleare già nato nella nostra Città e sostenere le sue iniziative, anche il Consiglio Comunale dei Giovani di cui sono Presidente lo farà e proverà a sensibilizzare anche la mia generazione verso una simile iattura”. Per Marco Gentili “fondamentale mettere in campo azioni concrete come quella del 26 Aprile. A 25 anni dal disastro di Cernobyl, una marcia pacifica nel Comune di Montalto con sit-in e consiglio comunale aperto, un’occasione in più per far sentire la nostra voce in un clima di solidarietà ed unioni tra territori confinanti e gravati dagli stessi rischi”. Per Giovanni Guarisco “occorre una mobilitazione come quella messa in campo per evitare tendopoli a Tarquinia, il nucleare è un pericolo altrettanto concreto e imminente. Sulla stessa lunghezza d’onda Luigi Caria per il quale il nucleare è anacronistico ed antistorico”.

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