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Agraria, rinviata la nomina del presidente del consiglio

TARQUINIA. Lunedì sera prima assise dell’era Antonelli bis. Il giovane esponente del Pd, Fabio Bordi, non ha ottenuto la maggioranza assoluta Il Pdl ha chiesto l’incarico per Anna Rita De Alessandris. Sugli assessori il centrodestra alza la voce: «Una giunta solo partitica che pone ad amministrare 3 trombati ed uno neanche candidato. Non è stata rispettata neppure la promessa sulla presenza delle donne»

TARQUINIA. Lunedì sera prima assise dell’era Antonelli bis. Il giovane esponente del Pd, Fabio Bordi, non ha ottenuto la maggioranza assoluta Il Pdl ha chiesto l’incarico per Anna Rita De Alessandris. Sugli assessori il centrodestra alza la voce: «Una giunta solo partitica che pone ad amministrare 3 trombati ed uno neanche candidato. Non è stata rispettata neppure la promessa sulla presenza delle donne»

TARQUINIA – Toni pacati in consiglio ma polemiche accese già all’indomani mattina. È questo il clima scaturito a seguito del primo consiglio d’amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia svoltosi lunedì sera. E soprattutto all’indomani della nomina della giunta Antonelli bis. Se il presidente Alessandro Antonelli parla di «un inizio che fa ben sperare per il proseguo di questa nuova avventura», il centrodestra grida invece ad una «giunta di trombati». L’assise della seconda legislatura Antonelli ha visto, in apertura, il rinvio della nomina del presidente del consiglio, rimandata al prossimo consiglio. Non sono stati sufficienti i 13 voti della maggioranza per nominare il consigliere del Pd Fabio Bordi, il più votato in assoluto in questa tornata elettorale, visto che il quorum della maggioranza assoluta era di 14 voti. L’opposizione, compatta, ha chiesto infatti l’incarico per Anna Rita De Alessandris (candidata alla carica di presidente con il Pdl). Rimandando obbligatoriamente lo scioglimento di questo nodo, la seduta ha visto poi l’ufficializzazione dei sei assessori che comporranno la giunta esecutiva: Pierangelo Conti, al quale spetta anche la vicepresidenza, Giovanni Agate, Renzo Bonelli, Attilio Boni, Antonio Peparello e Gino Stella. Nominati gli assessori, la cui accettazione sarà surrogata nel prossimo consiglio, è stato poi approvato il verbale dell’ultima assise, mentre, a seguire, il presidente Antonelli ha tracciato a grandi linee quelli che sono i principali obbiettivi di questa nuova amministrazione, toccando anche temi delicati legati all’ambiente, alle energie rinnovabili ed al sociale. L’incontro, svoltosi in un clima cordiale e costruttivo, ha toccato infine il problema della sala consigliare di Palazzo Vipereschi, ormai inadeguata vista la difficoltà con cui i diversamente abili possono raggiungerla. Con una richiesta formale, il presidente Antonelli ha chiesto all’amministrazione comunale la disponibilità della più comoda e pratica sala consiliare del palazzo comunale e, con molta probabilità, già dal prossimo consiglio avverrà questo annunciato trasferimento.
A poche ore dall’assise il Pdl tarquiniese interviene con un comunicato di fuoco. «Come volevasi dimostrare, il neo rieletto presidente Antonelli non ha mantenuto alcune promesse o come si vogliono chiamare buoni propositi enunciati ai quattro venti durante la campagna elettorale – tuonano dal centrodestra – La giunta Antonelli è espressione solo ed esclusivamente di logiche partitiche basata su decisioni prese a tavolino da pochi, alla faccia di tanti che hanno sostenuto il presidente Antonelli nella sua vittoria. Secondo quanto promesso tra le fila del centrosinistra queste logiche saranno anche finalizzate per una spartizione di ruoli in Comune». Entrando nel merito della giunta, il Pdl stigmatizza il fatto che, su sei assessori neo nominati, «ben tre sono consiglieri non eletti, diciamo trombati usando un termine che più volte è stato utilizzato da qualche esponente di sinistra alla corte dell’’’amico in Comune’’, ed uno non è stato neanche candidato alle elezioni appena trascorse». «Chi rappresenta questa giunta? – incalza il Pdl – solo i partiti e basta. Il presidente Antonelli ha lasciato fuori personaggi come Palmini, candidato di spicco durante la tornata elettorale delle provinciali e con 260 preferenze conseguite per le elezioni all’Agraria appena trascorse, e Blasi con 228 preferenze è fuori dopo ben 5 anni di fedeltà al presidente Antonelli e persona di esperienza, mentre la persona che lo sostituisce ora che esperienza possiede oltre a quella di fare il saltimbanco tra uno schieramento politico all’altro». «Dove sono le donne in giunta, dove sono i buoni propositi o le promesse elettorali che si erano sbandierate?».

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