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AGRARIA. Scoperta alla Roccaccia una specie di menta miracolosa

Testati i benefici come antimicotico. Presto un brevetto nazionale

Testati i benefici come antimicotico. Presto un brevetto nazionale

TARQUINIA – Il progetto per lo studio e la valorizzazione, del patrimonio di piante che crescono nei boschi della Roccaccia di Tarquinia dà i primi frutti. La collaborazione tra l’Università La Sapienza di Roma (Dipartimenti di Chimica e tecnologia del Farmaco e di Sanità pubblica e Malattie infettive, rappresentati dai professori Rino Ragno e Letizia Angiolella), e l’Università Agraria di Tarquinia, ha regalato un’importante scoperta scientifica. «Dopo la raccolta di alcune piante campione che sono state identificate e distillate in corrente di vapore – spiega il professor Ragno – sono stati ottenuti diversi oli essenziali che sono stati oggetto di studio. Tra quelli ottenuti, di spiccato interesse scientifico è risultato essere l’olio essenziale di Menta suaveolens». «Test microbiologici eseguiti in vitro ed in vivo – continua Ragno – hanno evidenziato l’attività antimicotica di questo olio essenziale, superiore a quelli riscontrati per il tea tree oil (TTO), l’olio di riferimento utilizzato come antimicrobico il cui utilizzo è noto da diverso tempo. Le caratteristiche organolettiche dell’olio essenziale di Menta suaveolens risultano particolarmente favorevoli per l’assenza di odori sgradevoli e pungenti, inoltre risulta particolarmente attivo nei confronti di microrganismi resistenti. Pertanto i dati sperimentali indicano chiaramente un potenziale utilizzo quale antimicrobico nelle infezioni cutanee sostenute da diversi microrganismi. Per tali caratteristiche, l’olio essenziale di Menta suaveolens è stato oggetto di un brevetto nazionale. Ulteriori studi su altre potenzialità terapeutiche sono tuttora in corso». «Una scoperta di straordinaria importanza – ha commentato il presidente Alessandro Antonelli – figlia di un rapporto, quello tra Università La Sapienza di Roma e l’Università Agraria di Tarquinia che va avanti da oltre tre anni. In via di organizzazione un convegno scientifico che approfondisca il tema. Allo studio modalità di estrazione dell’olio essenziale in loco che rendano il prodotto il più puro possibile. Un infestante che sta diventando una risorsa importante anche dal punto di vista economico. Gli studi su altre essenze vegetali proseguiranno. Il sottobosco della Roccaccia è probabilmente scrigno di altre gemme dalle proprietà curative che potranno essere utilizzate in campo farmacologico».

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