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Agraria: si dimette anche Angelo Regnani

Allumiere. Il ribatone dà i suoi frutti. Resta solo il presidente Frezza. Probabile l’ingresso in maggioranza di alcuni consiglieri della ‘‘Rete socialista’’

Allumiere. Il ribatone dà i suoi frutti. Resta solo il presidente Frezza. Probabile l’ingresso in maggioranza di alcuni consiglieri della ‘‘Rete socialista’’

ALLUMIERE – Ancora un colpo di scena nell’Agraria di Allumiere dove lo scorso 31 dicembre si è dimesso anche l’assessore Angelo Regnani (Pd). Della ‘‘vecchia guardia’’ dell’Ente collinare resiste quindi solo il presidente Aldo Frezza (Pd) e a questo punto pare proprio che il ribaltone è servito. Sembra infatti sempre più certo il passaggio in maggioranza di alcuni consiglieri di minoranza che sono confluiti nel gruppo della neonata ‘‘Rete Socialista’’. Nella sua lettera di dimissioni Regnani va giù duro e scrive così: «Ritengo sia il caso di procedere all’apertura di una formale crisi politica con azzeramento della giunta universitaria. Per evitare di essere accusato di attaccamento alla poltrona ho rimesso il mandato di assessore. Sono sicuro che il Pd a cui appartengo analizzerà le cause che hanno portato alle dimissioni di tre assessori su quattro. E’ scontato che la coalizione politica che aveva vinto oggi, con l’uscita del Pci in blocco non esiste più. Il motivo della rottura della coalizione è la questione della fattoria sociale e la mancata attuazione del progetto di realizzazione dell’area protetta sui terreni dell’Ente. Il 19 dicembre 2007, il consiglio universitario ha espresso parere favorevole alla costituzione di quest’area e il Consiglio Comunale e il Pd di Allumiere hanno confermato questa scelta. Probabilmente qualcuno, sentendosi più autorevole di altri, ritiene che queste decisioni potevano essere disattese. Questo ha comportato l’allontanamento del Prc e di una componente amministrativa che credeva e crede ancora nella tutela dell’ambiente, politica nella quale io mi riconosco pienamente. La difesa del territorio va affrontata concretamente e non con vacue denunce sui giornali locali. Noi che abbiamo avuto in eredità un territorio così integro dobbiamo fare di più e meglio per difenderlo. Mi ero candidato per concretizzare un programma di tutela dell’ambiente ma non è stato possibile e visto che non sono un ‘‘uomo per tutte le stagioni’’ mi dimetto e mi rendo disponibile a ricoprire un nuovo incarico di assessore solo se viene recuperato un rapporto politico ed amministrativo con Rifondazione, altrimenti sarò un semplice consigliere di maggioranza nel Consiglio agrario con piena libertà di idee e di iniziativa». (Rom. Mos.)

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