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Agraria, verso una soluzione il contenzioso con il Pio Istituto Santo Spirito

TARQUINIA  – Un altro storico contenzioso dell’Università Agraria si avvia verso la definitiva soluzione. È quello legato ai terreni appartenuti al Pio Istituto Santo Spirito poi passati, tramite il Comune di Tarquinia all’Università Agraria ed occupati da privati. Anni di liti e carte bollate risalenti agli anni ottanta finalmente prossimi ad una soluzione pacifica.“Abbiamo scelto – spiega l’assessore alle concessioni Renzo Bonelli – la via del dialogo. Gli interessi dell’Ente, la difesa di aziende agricole storiche per il nostro territorio, e la continuità sono stati i parametri della nostra scelta”. Pietra miliare la delibera quadro approvata dal Consiglio di Amministrazione del settembre 2 009 che ha dettato di fatto le linee guide in merito alle quali si è giunti alle bozze di accordo. Proprietà dei terreni all’Ente, valutazione sul pregresso entità nuovi eventuali contratti, parametri, tutto indicato con dovizia di particolari. Lunghe e serrate trattative hanno portato già alla soluzione di quattro posizioni. Due appezzamenti sono di fatto rientrati nella disponibilità dell’Università Agraria e saranno presto assegnati ad agricoltori a mezzo procedura pubblica, altri due sono stati oggetto di nuovo contratto con i vecchi occupatori che ad oggi, pagando anche le quote pregresse vedono finalmente regolarizzata la loro posizione. Per il resto sono state predisposte schemi di atto di transazione unitamente a nuovi contratti che saranno inviati alle parti ai fini delle ultime osservazioni e della successiva sottoscrizione. Un lavoro che solo in caso di mancato accodo sarà oggetto di contenzioso volto al rilascio dei terreni.“Complessivamente oltre quattrocento ettari che vengono regolarizzati. Conclude Bonelli – Un vantaggio importante per l’Ente, anche a livello economico con adeguamenti importanti e sicurezza per gli imprenditori agricoli assegnatari che finalmente potranno programmare con certezza delle posizioni contratti con durata certa. Un ringraziamento ai tecnici dell’Ente per il lavoro di ricostruzione storico svolto nel disordine degli anni ottanta e novanta”.

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