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Agricoltura e lavoro nell’arte del Novecento

Tarquinia. Venerdì 10 luglio inaugurazione della mostra presso la Stas Dal Futurismo a Facebook, dalla globalizzazione alla glocalizzazione

Tarquinia. Venerdì 10 luglio inaugurazione della mostra presso la Stas Dal Futurismo a Facebook, dalla globalizzazione alla glocalizzazione

TARQUINIA – Dopo la presentazione avvenuta il 4 giugno 2009 al complesso dei Dioscuri al Quirinale, si inaugurerà a Tarquinia, venerdì 10 luglio alle 18 presso la Società Tarquiniense d’Arte e Storia, Sala Sacchetti, via dell’Archetto 4, la mostra ‘‘Ruritalia.it, Agricoltura e lavoro nell’arte del Novecento dal Futurismo a Facebook’’. In un periodo storico in cui la globalizzazione si va sempre più definendo come glocalizzazione, rivolta alle esigenze specifiche delle singole popolazioni in un contesto extranazionale, la mostra, rivolgendosi al versante ambientale e rurale della società italiana del XX-XXI secolo, intende porsi come momento di verifica dello stretto rapporto fra arte contemporanea e mondo rurale, inteso nelle sue molteplici varianti tematiche (paesaggio, natura morta, ambiente, ecc.), nell’evoluzione perciò di quella che potremmo definire la “ruralità” dell’Italia contemporanea, tramite dipinti, disegni, sculture, grafiche, fotografie e installazioni. Come descrive il titolo, incipit della mostra stessa, una piccola sezione è dedicata al Futurismo, con opere di Giacomo Balla, Filippo Tommaso Marinetti, Mario Sironi ed Enzo Benedetto, di cui in contemporanea si celebrano i 100 anni dal primo Manifesto programmatico (1909-2009). In particolare di Giacomo Balla verranno esposte tre inedite cartoline dipinte dall’artista con sfondi paesaggistici, a riprova dell’importanza della tematica anche in ambiente avanguardista. Dal movimento d’avanguardia, quindi dal “nuovo” nell’Italia del XX secolo, la mostra si inoltrerà lungo un percorso che andrà a virare verso l’arte figurativa della prima metà del Novecento, con dipinti di Ugo Attardi, Vinicio Berti, Primo Conti, Giorgio de Chirico, Fernando Farulli, Renato Guttuso, Carlo Levi, Ernesto Treccani, Alberto Ziveri. Continuando con i neo-figurativi, con diramazione verso il post-espressionismo, e le neo-avanguardie degli anni Sessanta-Ottanta, e così via.

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