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Alienazione di parte di palazzo Vipereschi: ritirata la delibera

TARQUINIA. Passo indietro dell’amministrazione Antonelli dopo la protesta di Giovanni Leoni che si è incatenato all’immobile Il presidente: «Una scelta per evitare speculazioni politiche». L’esponente di SeL: «Soddisfatti. Sempre pronti a difendere il principio»

TARQUINIA. Passo indietro dell’amministrazione Antonelli dopo la protesta di Giovanni Leoni che si è incatenato all’immobile Il presidente: «Una scelta per evitare speculazioni politiche». L’esponente di SeL: «Soddisfatti. Sempre pronti a difendere il principio»

TARQUINIA – L’amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia ha deciso di ritirare il provvedimento all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione del 22 aprile, inerente la proposta d’acquisto e dunque la successiva alienazione del locale adibito a bar, parte dello storico palazzo Vipereschi che ospita la sede istituzionale dell’Agraria. Sarà dunque la prossima consigliatura che risulterà vincente con la tornata elettorale del 30 e 31 maggio, ad analizzare la domanda in questione che ha sucitato grandi polemiche in città. Il ritiro della delibera è una vittoria per il consigliere Giovanni Leoni di Sinistra Ecologia e libertà che martedì si era incatenato all’ingresso di palazzo Vipereschi. Stamattina il presidio, durato per oltre 24 ore, è stato smobilitato. Confermato, comunque, il consiglio di domani che discuterà tutti gli altri punti all’ordine del giorno. «In una logica di trasparenza e di dialogo, abbiamo scelto di ritirare il provvedimento – ha spiegato il presidente Alessandro Antonelli – Non avendo nulla da nascondere avremmo comunque preferito un confronto sereno in consiglio». «Onde evitare speculazioni da parte delle altre forze politiche – ha proseguito il presidente – che possano coinvolgere privati cittadini, e considerato il clima pre-elettorale, per maggiore serenità di tutti rimandiamo ai programmi la scelta e alla futura consigliatura, la determinazione della volontà dell’Ente». «Siamo soddisfatti del ritiro del provvedimento, in quanto speriamo che questa iniziativa faccia rivedere la possibilità di alienare importanti porzioni immobiliari afferenti al patrimonio dell’Ente – ha commentato invece Giovanni Leoni – Noi di Sinistra Ecologia e Libertà siamo pronti comunque ad intraprendere analoghe azioni in futuro per difendere il principio e prescindendo dai colori delle amministrazioni, difendendo sempre e comunque i beni collettivi». «Ringrazio – dice ancora Leoni – tutti i cittadini che mi hanno sostenuto ed in particolare gli esponenti di Tarquinia Democratica». Anche Sinistra Democratica, come molti cittadini e il Pdl, martedì si è schierata contro l’ipotesi di alienzazione di parte dei locali di palazzo Vipereschi, definendo «aberrazione logica». «Rileviamo un errore madornale nel considerare ‘‘alienabile’’ un bene immobile che, oltre ad essere parte fondante e centrale di un edificio di notevole valore storico – aveva detto Tarquinia democratica – è anche uno degli spazi più fruibili ed interessanti dell’intera unità immobiliare che è nelle disponibilità dell’Università Agraria. Vendere un siffatto locale significa creare una ferita incurabile nel cuore di Palazzo Vipereschi, sminuendo palesemente anche lo stesso valore immobiliare dell’intero complesso. Significa anche consegnare, quindi, a privati terzi la proprietà e impedire, perciò, ogni eventuale altro futuro uso civico (nel senso di cittadino) dei locali. Tutto ciò è, senza dubbio alcuno, il frutto di un’aberrazione logica».

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