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All'Europa piace l'elettrificazione delle banchine

Presentato la scorsa settimana in commissione europea il progetto elaborato da Authority, Enel e Fincantieri. Ciani: «Attendiamo risposte anche dal Governo per il finanziamento della fase sperimentale: occorrono 15 milioni di euro»

Presentato la scorsa settimana in commissione europea il progetto elaborato da Authority, Enel e Fincantieri. Ciani: «Attendiamo risposte anche dal Governo per il finanziamento della fase sperimentale: occorrono 15 milioni di euro»

CIVITAVECCHIA – In attesa di reperire i 15 milioni di euro per la realizzazione del progetto, l’Autorità portuale prosegue sulla strada dell’elettrificazione delle banchine, appellandosi sia al Governo che alla Comunità Europea. Da Molo Vespucci sono partite tre lettere indirizzate ai ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dell’Innovazione tecnologica per rpesentare il rpogetto nato dalla collaborazione con Fincantieri ed Enel e che vede la realizzazione in città della prima banchina elettrificata al mondo. «Il ministero dell’Ambiente ci ha chiesto degli ulteriori chiarimenti che abbiamo già fornito, in attesa di risposte – ha spiegato il presidente dell’Authority Fabio Ciani. Intanto abbiamo presentato il progetto anche in commissione europea la scorsa settimana: qui abbiamo riscontrato l’interesse dei presenti e degli altri porti d’Europa. Al contrario di altre possibili soluzioni proposte, scarsamente supportate dal punto di vista tecnico, la nostra è sicuramente l’unico progetto immediatamente realizzabile. Se Governo e Europa ci sosterranno dal punto di vista economico siamo pronti a partire con la sperimentazione. Una volta terminata questa fase e generalizzato il progetto, sarà possibile anche abbattere i costi». Si tratta, come hanno spiegato da Molo Vespucci, di un’occasione da non lasciarsi scappare, con Civitavecchia in prima fila per contrastare l’inquinamento atmosferico. «Se prima c’era una carenza normativa – ha aggiunto l’ing. Calogero Burgio dell’Authority – oggi abbiamo creato uno standard che potrebbe essere esportato anche negli altri porti mondiali».

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