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Amendola: «La differenziata deve partire dai cittadini»

GIANFRANCO

di FABIO MARUCCI

CIVITAVECCHIA – La raccolta differenziata, negli ultimi mesi al centro delle polemiche legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti per quanto riguarda il territorio di Civitavecchia, ha richiamato l’attenzione del Procuratore capo della Repubblica, Gianfranco Amendola. Il magistrato infatti, in un intervista rilasciata al Corriere della sera ha parlato di un servizio «ai minimi termini» per ciò che riguarda la città di Roma, descrivendo il modo in cui la raccolta viene trattata. Parole che, se rapportate alla situazione locale, calzerebbero perfettamente, a giudicare dalla lentezza e dalla poca attenzione dedicata dalle istituzioni e dai singoli cittadini alla differenziata. «Funziona solo se il cittadino ne capisce l’importanza per sé e per le generazioni future – ha dichiarato il dottor Amendola – prescindiamo dal problema se la raccolta del multimateriale in contenitori dove si raccolgono insieme plastica, vetro e metalli sia qualificabile come differenziata. Di certo – ha affermato il Procuratore – per poter adempiere alla funzione di recupero del materiale, ci vuole una ulteriore fase di separazione che – ha spiegato – non solo costa di più ai contribuenti, ma soprattutto rende meno efficace il recupero». Dopo la separazione infatti, secondo Gianfranco Amendola rimarrebbe una quota rilevante di rifiuti non recuperabili che «certamente sarebbe minore se la separazione fosse effettuata direttamente all’origine dai cittadini». E proprio sul senso civico il numero uno della Procura civitavecchiese ha posto l’accento: «Occorre arrivare al più presto ad una raccolta realmente differenziata porta a porta – ha aggiunto – con una campagna di educazione e di sensibilizzazione dei cittadini, magari aggiungendo degli incentivi finanziari per i migliori e penalizzando i peggiori. In questo modo – ha concluso – si recupererebbe anche l’80% dei rifiuti prodotti».

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