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Applausi e lacrime per Paride e Alessandro

TOLFA. Chiesa gremita oggi pomeriggio ai funerali dei due giovani morti mercoledì notte in un incidente sulla provinciale che conduce a Santa Severa  Lungo corteo per le vie del paese con le bare portate a spalla dai tanti amici. Bar, negozi ed esercizi pubblici con le saracinesche abbassate

TOLFA. Chiesa gremita oggi pomeriggio ai funerali dei due giovani morti mercoledì notte in un incidente sulla provinciale che conduce a Santa Severa  Lungo corteo per le vie del paese con le bare portate a spalla dai tanti amici. Bar, negozi ed esercizi pubblici con le saracinesche abbassate

FUNERALI di ROMINA MOSCONI

TOLFA – Lacrime e commozione ai funerali dei due inseparabili amici Paride Ferrante e Alessandro Bocci, di 27 e 26 anni, rimasti uccisi nell’incidente stradale di mercoledì notte nel tratto di strada Tolfa-Santa Severa. In tanti sono accorsi nella chiesa di Sant’Egidio, non solo per dare l’estremo saluto a questi ‘‘due figli di Tolfa’’ che hanno lasciato questo mondo, ma anche per stringersi intorno a mamma Vincenza e a papà Massimo Ferrante e a mamma Annarita e papà Vincenzo Bocci. Numerosissime le persone che hanno affollato la chiesa e altrettante quelle che non sono riuscite ad entrare perché non c’era spazio per ospitare tutti, questi però sono rimasti compostamente fuori sul sagrato e nell’area antistante per accompagnare con applausi e lacrime l’ultimo viaggio di questi due ragazzi amanti dell’allegria e sempre pronti a ridere e a scherzare. Intorno alle famiglie straziate dal dolore si sono stretti in tanti, cercando di alleviare con un abbraccio il loro momento più buio. Tra le tante persone, c’era una folla incredibile di giovani di Allumiere e di Tolfa in lacrime; mille domande sui volti dei genitori, dei parenti e degli amici, quelli di chi non sa spiegarsi una tragedia simile. I funerali sono stati concelebrati dal parroco di Tolfa, don Giovanni Demeterca che conosceva i due ragazzi e le loro famiglie e dal parroco di Allumiere, don Augusto Baldini. «Oggi siamo qui a piangere altre due vittime della strada e sono tanti i perché che ci poniamo tutti in queste ore di dolore. Non è facile trovare consolazione, ma sappiate che loro resteranno sempre con noi. Ogni morte è inopportuna tanto più se si tratta di una giovane vita. In questo momento so che nessuna parola può lenire il dolore delle famiglie, dei parenti e degli amici. Desidero esprimere la mia partecipazione al vostro angoscioso lutto, per esservi spiritualmente e amichevolmente vicino. Rinnovo con la preghiera di suffragio le più sentite condoglianze ai congiunti e agli amici. Il Signore aiuti voi tutti a superare quest’angoscia mortale. Sappiate che tutta Tolfa è con voi e sono certo che nessuno di questi giovani collinari dimenticherà mai Paride e Alessandro». Uno scrosciante applauso ha poi salutato le due bare all’uscita delle esequie. Tolfa si è fermata per un giorno intero con il lutto cittadino: bar, negozi, edicole e pubblici esercizi hanno abbassato le saracinesche in segno di lutto e tutta la giunta Battilocchio ha presenziato alle esequie dei ragazzi. «La nostra città è scioccata davanti a quest’ennesima tragedia della strada, non possiamo non piangere per la scomparsa prematura di questi due figli di questa terra – siamo tutti sconvolti – ha spiegato il sindaco collinare, Alessandro Battilocchio – e anche profondamente vicini alle due famiglie. Mi auguro che le familgie vedendo quanta gente voleva bene ai loro figli possano in parte superare questo FUNERALIdramma». Le due salme, precedute da tante corone di fiori trasportate dagli amici delle vittime, sono state poi accompagnate a spalla in un lungo e composto corteo funebre fino al cimitero dove sono state seppellite tra le lacrime e gli applausi dei loro cari e a tante dediche, scritte, foto e oggettini. Tra i tanti messaggi uno dei più significativi: «Oggi il cielo piange, la terra piange, chi vi ama piange, ma voi insieme ridete. Nella speranza che ovunque siate stiate bene, sereni e con il sorriso che riaffiora dalle vostre labbra. Riposate in pace».

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