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Armi, detenzione e porto sotto l’attenta osservanza dell’autorità

PUNTO DI DOMANDA

PUNTO DI DOMANDA

CIVITAVECCHIA – Abito in una casa isolata alla periferia della città con la mia famiglia: posso avere una pistola o un fucile per potermi eventualmente difendere da intrusioni estranee, visto che le forze dell’ordine non riescono ad arginare efficacemente la criminalità?
Il bisogno di possedere un’arma da sparo è una questione molto delicata che non può essere infatti semplificata attraverso la generica necessità di difesa personale. Innanzi tutto scindiamo la detenzione di un’arma comune da sparo dal porto di pistola per difesa personale. Nel primo caso parliamo dell’acquisto del titolo di polizia (porto d’armi) per il solo scopo di detenere legalmente un’arma nella propria abitazione: è il caso di un individuo che erediti un’arma (fucile o pistola) e che volendolo tenere anche solo per ragioni affettive chiede l’autorizzazione a detenerlo all’organo preposto (il Questore, e per delega il dirigente di un Commissariato distaccato, come nel caso di Civitavecchia. Nel secondo caso parliamo della necessità di chi, per esempio per ragioni legate alla propria attività lavorativa si trovi a trasportare spesso ingenti somme di denaro: è questo in effetti il caso più frequente. In questo caso, competente al rilascio del titolo di polizia è il Prefetto. Il Porto d’Armi ha validità un anno. I requisiti soggettivi di chi chiede un titolo di polizia per l’uno o l’altro caso sono molto importanti e fondamentale è il parere dell’ufficio a cui detta richiesta è rivolta. Non possono essere autorizzati coloro che hanno avuto precedenti penali per la violazione della materia sulle armi e per i quali non sia intervenuta la riabilitazione e coloro i quali si siano resi responsabili di reati contro la persona.
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