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Ascom, Enrico Benedetti rilancia: "Si costituisca un comitato anticrisi"

TARQUINIA – Accendiamo un sorriso alle imprese locali. Questo è l’invito che lancia il presidente Ascom locale Enrico Benedetti, al sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola. Per Benedetti la via da intraprendere è quella di unire, lasciando da parte beghe politiche, tutto il tessuto economico sociale per concordare la strada di intraprendere. «Non è possibile che una città conosciuta in tutto il mondo per il suo immenso patrimonio, per il suo litorale, per la sua produzione di ortofrutta, per la sua posizione geografica, risenta in maniera così vistosa della crisi senza vedere all’orizzonte nessuna via d’uscita. Non è per fare facile demagogia, ma quotidianamente assistiamo a continue lamentele da parte di operatori turistici, del mondo agricolo abbandonato completamente a se stesso, di villeggianti che parlano del declino negli anni della città, di giovani che non riescono a trovare un’occupazione stabile”. Benedetti inoltre ricorda come oltre un anno fa aveva lanciato una proposta passata inascoltata. “Proprio per evitare tutto questo, avevo proposto la creazione di un comitato anticrisi composto dai rappresentanti di tutti i settori produttivi che mettesse in campo idee, iniziative e proposte che forse avrebbero potuto lenire tutte le problematiche che ora stanno esplodendo.”  Il Presidente dell’Ascom poi entra nel merito della questione pomodorificio. “L’agricoltura tarquiniese ha bisogno di essere sostenuta e per questo il pomodorificio o forse un più moderno impianto di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli potrebbe fornire un’utilissima boccata di ossigeno. Non ci dobbiamo limitare però alle belle parole, con le quali ognuno cerca di accattivarsi il favore dei cittadini, dipingendo un paesaggio idilliaco che con la bacchetta magica permetta di aprire, dopo anni di abbandono, un impianto che forniva occupazione, economia, sviluppo all’intera città.” Per Benedetti la via da intraprendere è quella di unire, lasciando da parte beghe politiche, tutto il tessuto economico sociale per concordare la strada di intraprendere. “Se continuamo a parlare di conservificio soltanto nelle segrete stanze della politica o coinvolgendo soltanto il settore agricolo non si arriverà a nessun risultato.-incalza- Il pomodorificio investe tutto l’indotto locale, oltre all’agricoltura, le imprese, il terziario e l’intera città. Unendo tutte le forze e con l’apporto di tutti si riuscirà a presentare un progetto serio, fattibile al quale la Regione non potrà dire di no e Tarquinia tutta potrà tornare a vedere un barlume di luce. Se continuiamo a subire passivamente gli eventi, soggiacendo a vecchi rancori, a interessi personali senza puntare ad un obiettivo comune che è il futuro della città e dei nostri figli, la situazione sarà sempre peggiore. Iniziamo a parlare in maniera seria del nostro futuro, abbandonando il facile populismo.”

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