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Asl, lunghe file ed operazioni lente

A via Etruria il personale non ce la fa a smaltire l’intero lavoro e le richieste si accumulano. Quasi impossibile scegliere il medico, un solo dipendente allo sportello ‘‘esenzione ticket per motivi di reddito’’. Intanto la struttura contesta i dati sull’assenteismo

A via Etruria il personale non ce la fa a smaltire l’intero lavoro e le richieste si accumulano. Quasi impossibile scegliere il medico, un solo dipendente allo sportello ‘‘esenzione ticket per motivi di reddito’’. Intanto la struttura contesta i dati sull’assenteismo

CIVITAVECCHIA – La Asl Roma F contesta i dati secondo i quali le verrebbe assegnato il primato per quanto riguarda le assenze per malattie nel 2010 e fa delle precisazioni circa la mobilità dei dipendenti, partendo dall’età media «alta a causa del mancato turnover» e dal numero dei dipendenti «basso, al di sotto di circa 300 unità rispetto al numero minimo necessario». Parlando delle unità non presenti in servizio la Asl fa delle distinzioni tra astensioni obbligatorie per maternità, permessi ex L. 104, congedi ordinari e permessi per malattia: «Essendoci poco personale – fanno sapere – questo è costretto a turnazioni più lunghe e quindi aumenta il numero di coloro che possono ammalarsi». Considerazioni che tuttavia non tengono conto della reale situazione che vivono quotidianamente gli utenti a contatto con la struttura sanitaria locale. A cominciare dai disagi legati alla sede di via Etruria, dove ogni mattina l’attesa per i pazienti si trasforma in un’odissea. La colpa naturalmente viene data al tabellone elettronico che stabilisce le prenotazioni, visto che il numeretto non riparte da zero e crea confusione tra la gente in fila. Ma c’è sicuramente di più. Già l’ambiente è quello che è, tanto che ‘‘l’ospite’’ capisce subito di trovarsi in un ambiente austero. Sulla porta che consente l’accesso alla sala d’attesa sono state affisse una serie di prescrizioni: «La tessera per l’esenzione ticket verrà rilasciata solo all’interessato o suo delegato», «dal 7 giugno al 30 settembre l’ambulatorio effettuerà 20 prelievi al giorno», oppure «le prescrizioni di analisi di laboratorio non correttamente compilate non saranno accettate», «gli utenti sprovvisti di fotocopia della documentazione da presentare per effettuare la scelta del medico non potranno effettuare l’operazione allo sportello» e ancora «divieto di fornire prodotti alimentari aproteici per pazienti con insufficienza renale cronica». Per non parlare poi dell’indicazione di non portare i bambini alla Asl per un prelievo e quindi di rivolgersi all’ospedale San Paolo. Indicazioni che di certo non incoraggiano l’utente a fidarsi di una struttura che tra l’altro, in certe ore del giorno, arriva a contenere in due sole stanze almeno cento persone in fila per la scelta del medico, per effettuare un prelievo di sangue o per chiedere l’esenzione ticket. Poco personale impiegato e poche ore messe a disposizione dai vertici della Asl Roma F per usufruire di questa o quella prestazione. Un esempio è dato dalle richieste di esenzione ticket per motivi di reddito, che andando di pari passo con la dichiarazione annuale presentata al fisco, verrebbe spontaneo pensare a scadenze contemporanee. La Asl invece, nel mese di maggiore afflusso, ha preferito lasciare allo sportello un solo operatore. Così i malumori aumentano e l’indice di gradimento dei servizi offerti dalla struttura, di conseguenza cala vertiginosamente. Altro che assenze per malattie.

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