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Asse locale contro Interminal

Sei imprese si alleano e presentano una domanda in concorrenza per l’area ex T1. Deciderà l’Authority, intanto ai ferri corti con Port Mobility

Sei imprese si alleano e presentano una domanda in concorrenza per l’area ex T1. Deciderà l’Authority, intanto ai ferri corti con Port Mobility

CIVITAVECCHIA – Sarà una commissione ad hoc a valutare a chi possa essere assegnata in concessione l’area demaniale nell’ambito del «T1», dedicato alla sosta delle auto in polizza, richiesta a suo tempo da Interminal e che, proprio nell’ultimo giorno di pubblicazione della domanda, ha visto la presentazione di altre istanze in concorrenza.
La notizia è che a presentare la domanda di concessione da confrontare con quella della società di Gaeta sono state, tutte insieme, le sei imprese storiche del porto di Civitavecchia: Bellettieri, Cilp, Cpr, Ipg, Spedimar e Traiana. Le sei aziende hanno presentato un piano industriale molto dettagliato per illustrare l’utilizzo che farebbero dei 17.000 metri quadrati nel cuore del nuovo porto commerciale, alle spalle del terminal container alla banchina 25.
Nel caso in cui l’Autorità Portuale dovesse scegliere questa domanda, le sei imprese si costituirebbero in Ati o, più probabilmente, darebbero vita ad una nuova società da esse partecipata.
L’altra istanza pervenuta a Molo Vespucci è quella della Sili e Magazzini Generali, probabilmente correlata anche al fatto che la delocalizzazione dei sili è prevista presso la vicina banchina 26.
Insomma, la vicenda si complica dal punto di vista del procedimento amministrativo che, solo qualche settimana fa, sembrava comunque destinato a concludersi con il rilascio della concessione demaniale ad Interminal, che dall’inizio dell’anno ha usufruito dell’anticipata consegna dell’area per effettuare i sondaggi necessari e propedeutici alla successiva costruzione di un capannone da utilizzare per il ricovero di pale eoliche.
Il caso esplose in seguito alle azioni di marketing della società di Gaeta, che – fu l’accusa da parte degli imprenditori concorrenti di Civitavecchia – proponeva di fatto l’istituzione di un distriport nel centro nevralgico dello scalo, peraltro in piena concorrenza con Port Mobility, che infatti ha presentato opposizione al rilascio della concessione, sostenendo che i servizi di logistica proposti e svolti da Interminal, non solo per i semi-rimorchi da imbarcare su navi Tirrenia (che dall’inizio dell’anno si serve proprio dell’azienda gaetana come impresa portuale) ma anche per altri operatori, sono in contrasto con il servizio di interesse generale che la società del gruppo Autostrade svolge nella nuova area al varco Nord.
Peraltro, il momento non sembra essere dei migliori per il rapporto tra Port Mobility e l’Autorità Portuale, dal momento che addirittura a Molo Vespucci si starebbe valutando l’opportunità di uscire dalla società partecipata.
Tornando alla vicenda Interminal, il quadro si complica ulteriormente se si valuta che negli anni scorsi anche Atlantica (gruppo Grimaldi) e Tirrenia avevano presentato istanze analoghe per usufruire di aree da dedicare alla stessa attività di logistica: in teoria dovrebbero essere riprese e valutate anche queste domande.
Ma è la richiesta delle sei imprese locali a destare maggiore curiosità, vista anche – a quanto pare – la ‘‘corposità’’ del piano industriale preparato.
Da settembre, all’Authority l’arduo compito di sciogliere quella che è diventata una vera e propria matassa, compito per il quale dovrà essere nominata una apposita commissione di comparazione, che dovrà tenere conto di tutti gli atti fin qui presentati.

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