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Associazione Agraria, Barlafante presenta il programma

BARLAFANTECIVITAVECCHIA – Imperversano le polemiche a seguito dell’apertura della campagna elettorale per la presidenza dell’Associazione agraria. Secondo il candidato della prima lista Paolo Barlafante «si sta cercando un clima di condizionamento psicologico fra i soci dell’associazione e i candidati al comitato direttivo. Da parte di soliti noti – prosegue Barlafante – addetti alla politica locale, si sta cercando di riportare sul terreno dell’appartenenza politica il confronto che si è aperto con la costituzione di due liste distinte. Tentativo che non trova riscontro nella composizione delle liste che sono espressione di cittadini di diversa provenienza politica o senza nessuna caratterizzazione». Barlafante spiega che si è deciso di pervenire a questa decisione per affermare il principio dell’autonomia dell’associazione agraria che si dovrà consolidare sotto forma di rigoroso rispetto delle leggi e delle norme che regolano la materia e salvaguardano il patrimonio delle proprietà agrarie pubbliche. Si è inoltre posta l’esigenza dell’adozione di un processo di discontinuità rispetto al passato non vagamente riferita ai nomi che hanno gestito l’associazione, ma collocata all’interno dell’affermazione di programmi e progetti di valenza sociale, anziché all’attribuzione ai singoli soci del patrimonio terriero dell’associazione: modalità questa, ancorata a criteri che appaiono superati dalla realtà agricola, sociale ed economica della comunità cittadina di oggi. «Ciò in un contesto – incalza Barlafante – di nuova socialità e legalità nella pratica di direzione aziendale dell’associazione. Chi vuole rivendicare appartenenze di vario genere, in primis quella politica che non ha rispettato i principi nella composizione della propria lista, vuole affermare viceversa le antiche prassi di gestione che si sono consolidate attraverso le diverse appartenenze». «La lista che fa capo al sottoscritto – conclude – vuole invece scongiurare questo pericolo che giudica nocivo alle ragioni degli interessi della collettività».

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