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Attesa per l'autopsia sui corpi dei coniugi Bondi

Sarà effettuata oggi pomeriggio alle 15 l’autopsia sui corpi dei coniugi Bondi, trovati morti nella loro abitazione di Canino, la notte tra lunedì e martedì. Giuseppe Bondi, noto gioielliere di 56 anni, ha ucciso la moglie, Lorena Zampetti, aggredendola a colpi di roncola. L’uomo, comproprietario di tre gioiellerie, a Canino, Tarquinia e Montalto di Castro, come accertato dai carabinieri, intorno alle 4, ha tentato di soffocare con un cuscino la donna, ma non riuscendoci ha afferrato la roncola e l’ha colpita al capo e alla gola. Giuseppe Bondi soffriva di depressione ma, a quanto si è appreso, era anche molto preoccupato per la moglie, da quattro anni affetta da un tumore al seno che tuttavia sembrava aver combattuto. Martedì mattina la donna doveva sottoporsi ad una visita di controllo, dopo che anni fa era stata operata. ZAMPETTIForse la preoccupazione per lo stato di salute ha scatenato nell’uomo la follia omicida. Giuseppe Bondi, prima di impiccarsi, in taverna, ha scritto un biglietto con il quale si addossa la responsabilità del gesto. I corpi sono stati trovati intorno alle 9, dal figlio Francesco che, pur convivendo con i genitori, ha detto ai carabinieri di non essersi accorto di nulla. Nel biglietto, lasciato nella taverna, Giuseppe Bondi ha esplicitamente scritto “mio figlio non c’entra nulla”. Secondo gli investigatori lo avrebbe fatto per evitare che il giovane avesse potuto essere ritenuto in qualche modo responsabile della morte dei genitori che disponevano di un cospicuo patrimonio. “Stavano sempre insieme, al lavoro e nel tempo libero – ha detto il figlio – il loro era un grande amore. Mio padre temeva che la mamma si potesse di nuovo ammalare e questo lo deve aver sconvolto”. La tragedia che sta vivendo Francesco, oltre 30 anni fa era stata già vissuta dal padre. Suo nonno, infatti, si suicidò impiccandosi. Anch’egli soffriva da tempo di una grave forma di depressione. BONDIUn dramma che ha colpito l’intera comunità di Canino, ma anche di Montalto di Castro e Tarquinia. A Canino c’è incredulità e la gente racconta della coppia sempre affiatata: tra i due c’era ancora una bella storia d’amore. “Ho passato con loro il capodanno, proprio nel salone della casa – racconta Domenico, amico di Giuseppe – eravamo in otto, ci siamo divertiti e nulla faceva presagire che si potesse arrivare a una tragedia simile, siamo tutti sconvolti, ancora non credo che possa essere successo, lui non aveva mai dato nessun segno di squilibrio”. Forse a portare Giuseppe Bondi a compiere questo gesto estremo sarà stata la depressione per cui, stando a quanto si è appreso sul posto, l’uomo ultimamente era in cura. La moglie Lorena si stava curando per un tumore al seno e pare che proprio ieri si doveva sottoporre ad una visita. “Era stata operata qualche tempo fa – racconta una sua amica di infanzia – ma a quanto sapevo era tutto a posto, mi aveva detto di aver superato il problema, per questo non riesco a credere che sia scatenato tutto per colpa della malattia, inoltre era una coppia affiatata, i due vivevano una bella storia d’amore, avevano festeggiato qualche tempo fa il loro 25esimo anno di matrimonio, poi la loro attività andava bene e non avevano problemi”.  Tutti quindi descrivono la coppia affiatata e senza apparenti motivi che avessero spinto l’uomo ad arrivare a questo punto. “E’ un paese sconvolto – dice il sindaco di Canino Lina Novelli arrivata anche lei sul posto per portare le condoglianze del paese – oltre ad essere un mio amico e di tutti, era anche un imprenditore capace, una famiglia armonica, grandi lavoratori e seri professionisti, un fatto che getta tutti nello sconforto, ora dobbiamo stare vicini agli altri componenti della famiglia”. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri di Viterbo e Tuscania.

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