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Attig: «Al processo dimostrerò l’insussistenza delle accuse»

L’ex assessore commenta la citazione a giudizio per truffa, falso e appropriazione indebita

L’ex assessore commenta la citazione a giudizio per truffa, falso e appropriazione indebita

CIVITAVECCHIA – «Sono serena e fiduciosa di poter dimostrare in dibattimento tutte quelle che a mio avviso sono vere e proprie eresie». Dall’Egitto, dove si trova in vacanza, Fabiana Attig commenta così la notizia della citazione in giudizio disposta dal pm ed in base alla quale l’ex assessore all’Ambiente dovrà rispondere delle accuse di truffa aggravata, falsificazione di scrittura privata ed appropriazione indebita. Per i primi due capi di imputazione l’accusa ha ipotizzato il concorso con l’ex direttore della filiale locale della Banca Popolare di Spoleto, Bruno Martini. «Ribadisco ancora una volta – aggiunge Attig – che la persona che ha sporto denuncia non era titolata a farlo: quei soldi non erano suoi, erano del movimento e sono stati utilizzati per la campagna elettorale dei Riformisti, di cui ero e sono titolare del marchio e fondatrice. Non li ho nemmeno usati, anche se avrei potuto farlo, per pagare i miei materiali elettorali. Quindi non capisco come si sia arrivati a tanto. Mi sarei truffata da sola? Quanto alla sigla sul foglio, fu il direttore a dirmi di apporla, ma né lui né io pensavamo certo di commettere un reato, estinguendo il conto della mia lista. Ad ogni modo, auspico un dibattimento sereno per poter dimostrare la mia assoluta buona fede ed il venir meno di ogni accusa».

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