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Aumenti autostradali, se ne discute al Tar

Domai verranno trattati i tre ricorsi presentati contro i rincari ai pedaggi: in primis quello della provincia di roma Polverini: «Non è la strada per sostenere le difficoltà di imprese e famiglie»

Domai verranno trattati i tre ricorsi presentati contro i rincari ai pedaggi: in primis quello della provincia di roma Polverini: «Non è la strada per sostenere le difficoltà di imprese e famiglie»

CIVITAVECCHIA – Andrà in discussione domani al Tar del Lazio la vicenda relativa all’aumento dei pedaggi autostradali in nove barriere della provincia di Roma e dell’individuazione di nuove ‘‘stazioni di esazione’’ così come previste con decreto ministeriale.
Tre i ricorsi che saranno discussi davanti alla prima sezione presieduta da Linda Sandulli. Oltre, infatti, a quello proposto dalla Provincia di Roma, su sollecitazione tra gli altri, dei consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà Gino De Paolis e Gianluca Peciola, si sono aggiunte ulteriori due richieste di sospensione del provvedimento governativo presentate dalla provincia di Pescara e dal comune di Fiano Romano.
Nei giorni scorsi il Codacons ha reso noto che si schiererà al fianco della provincia di Roma nella sua battaglia contro quello che il presidente Nicola Zingaretti ha definito «un balzello odioso e profondamente ingiusto che colpisce – ha spiegato – solo ed esclusivamente le fasce sociali più deboli». E sulla vicenda si è mostrata sensibile anche il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che ha giudicato ingiusti i rincari imposti. «Ho sempre sostenuto e continuerò a farlo il ricorso che la Provincia di Roma ha presentato contro l’aumento dei pedaggi autostradali – ha chiarito infatti il Governato della Regione – è ingiusto che i tanti nostri pendolari debbano pagare oltre che i disagi legati al traffico anche questi aumenti. Se questo dovesse accadere anche per la Roma-Fiumicino tutte le istituzioni interessate scenderanno in campo. Non credo questa sia la strada per sostenere, in questo momento di crisi, le difficoltà delle imprese e delle famiglie. Mi auguro ci sia un ripensamento».

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