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Authority, un bando per il segretario generale

Pubblicato l’avviso pubblico a manifestare interesse per la nomina. I candidati avranno tempo fino al 10 marzo per presentare domanda 

Pubblicato l’avviso pubblico a manifestare interesse per la nomina. I candidati avranno tempo fino al 10 marzo per presentare domanda 

CIVITAVECCHIA – Il nuovo Segretario Generale dell’Autorità Portuale sarà scelto tramite un bando. Su alcuni quotidiani nazionali, ieri mattina è infatti stato pubblicato un invito a manifestare interesse per la nomina in questione. Il requisito principale richiesto per presentare la propria candidatura, al di là della comprovata qualificazione professionale richiesta dalla legge 84/94 e delle altre condizioni normalmente menzionate per accedere a qualsiasi incarico o ruolo di rilevanza pubblica, è quello di aver maturato “precedenti esperienze professionali e/o lavorative, di durata ultraquinquennale, rese a favore/presso una Autorità Portuale”. Altro “paletto” fissato nell’invito è quello relativo all’età: il Segretario Generale dovrà avere almeno 40 anni. C’è tempo fino al 10 marzo per presentare le candidature, tramite un modulo scaricabile dal sito internet dell’Authority (www.portidiroma.it). Dopodiché spetterà comunque al Presidente scegliere un nome da sottoporre al Comitato Portuale per la nomina, secondo la procedura prevista dalla legge. Anzi, per cercare di non legarsi le mani e di non essere soggetto a ricorsi di alcun tipo, lo stesso Ciani ha inserito nel bando varie clausole che, a suo avviso, dovrebbero essere sufficienti per impedire che eventuali concorrenti scartati o comunque non scelti, magari dopo aver presentato curriculum di grande spessore, possano ricorrere al Tar chiedendo in prima battuta la sospensiva della nomina, che rischierebbe di far slittare di settimane, se non di mesi, l’insediamento del successore di Luciano Mocci, il cui incarico scade con l’inizio di aprile. Il Presidente dell’Authority non commenta la scelta dell’invito pubblico, un percorso sicuramente di massima trasparenza, almeno apparentemente, e attraverso il quale tutti gli interessati alla carica sono messi in condizione di partecipare. A ben vedere, però, visto che la legge riserva esclusivamente al Presidente la proposta su cui richiedere il consenso del Comitato, con l’unico vincolo della “comprovata qualificazione professionale” non si comprende fino in fondo il perché dell’avviso: qualora Ciani avesse già in mente chi scegliere, non avrebbe motivo di aprire un procedimento che inevitabilmente, nella migliore delle ipotesi, finirà per prolungare l’esposizione sotto i riflettori di quella che oggi in ogni caso è la nomina più importante a Civitavecchia e nel comprensorio. Se invece i giochi dovessero ancora essere aperti, il bando servirebbe più ad escludere possibili candidati che ad aprire il campo a nuove possibilità, ma alla fine, essendo stato Ciani a fissare i requisiti dell’invito (più di 40 anni e 5 anni di esperienza da dipendente o comunque al servizio di una Autorità Portuale) e restando solo sua la scelta, anche in questo caso non sarebbe chiara la reale utilità del bando. L’unica cosa certa è che mentre si sta per aprire una nuova pagina per l’Authority, il porto e, quindi, la città, il dibattito locale è tutto preso in questioni di altissimo valore, dalle fermate del trenino per i turisti a quelle su chiamata diretta di Etm. Ed appare singolare che nella Civitavecchia dove si litiga anche per l’ultimo strapuntino dell’ultimo carrozzone pubblico, o semipubblico, nessuno abbia seriamente posto il problema della possibilità che sia una figura locale, nel rispetto della legge, a poter aspirare ad un incarico così importante. Ad Ancona, dove sarà probabilmente nominato presidente un grandissimo esperto di diritto marittimo come Luciano Canepa, livornese, la scelta è stata accettata, evitando barricate di antica memoria, solo a condizione che il Segretario sia una espressione diretta della comunità portuale marchigiana. A Civitavecchia, anche senza arrivare a tanto, siamo all’estremo opposto: non una parola, non una proposta. Salvo poi risvegliarsi, a cose fatte, per criticare chi sarà stato nominato. Comunque si chiami. E’ Civitavecchia, signori.

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