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Balloni: «Votare Bonino, perché?»

Dichiarazioni polemiche dell’ex esponente dell’Italia dei valori

Dichiarazioni polemiche dell’ex esponente dell’Italia dei valori

CIVITAVECCHIA –  Alvaro Balloni si chiede perché votare la Bonino. «Sono stato il primo degli Idv, quando il partito era ancora indeciso se accettarne o meno la candidatura a presidente della Regione Lazio, a dichiarare alla stampa che con Emma Bonino si poteva vincere, mettendo in luce le qualità della donna che a mio modesto avviso la rendevano superiore alla Polverini. Sono stato tra i primi a far affiggere dei manifesti elettorali (6×3) con su scritto “io sto con Emma…”, a dimostrazione di quanto fossi convinto che la Bonino, con la sua storia personale e il suo contegno esemplare, potesse rappresentare quel quid che ancora mancava per procurare l’auspicata vittoria della coalizione. E’ poi intervenuta la vicenda della presentazione delle liste, che ha evidenziato da un lato la superficialità di alcuni responsabili del PdL nel gestire un adempimento così serio e delicato come quello della presentazione, dall’altro l’aspetto meno esaltante del comportamento della candidata del centrosinistra. Che mi è sembrata una Bonino diversa, molto conservatrice e poco sicura di sé, che francamente mi ha fortemente deluso, non avendo messo nel conto delle mie aspettative un comportamento come quello da lei tenuto. Cosa avrebbe dovuto fare – secondo il mio punto di vista – la Bonino? Avrebbe dovuto battersi, politicamente s’intende, perché al PdL fosse assicurata la possibilità di partecipare alle elezioni, senza mostrare la minima preoccupazione per il profilarsi di una tale evenienza. Senza tema di decreti o sentenze che potessero andare in questa direzione. Impegnarsi, appunto, affinché potesse realizzarsi l’atteso confronto elettorale con l’avversaria del centrodestra, mostrarsi sicura di batterla sui soli versanti che contano: la progettualità, la capacità amministrativa, il carisma, l’affidabilità. Non certo per il venir meno dell’apporto di pezzi importanti e forse decisivi della squadra avversa. L’atteggiamento tenuto dalla Bonino denota, in conclusione, debolezza, scarsa fiducia nei propri mezzi, un opportunismo che contrasta con decenni di battaglie da lei ingaggiate per il superamento di steccati divenuti nel tempo improponibili e di veti assurdi, imposti dalla burocrazia. Avrei voluto, in definitiva, la Bonino solita, quella pronta a battersi per far sì che alla burocrazia venga anteposto il diritto di elettorato dei cittadini e di tutti coloro che avevano accettato di candidarsi con il PdL. Al solo scopo di avere la soddisfazione e la legittimazione del consenso dei cittadini. Perché i cittadini, ne sono convinto, vogliono una candidata forte, sicura, aggressiva, non una Bonino che si trincera dietro una disfunzione, un errore di un esponente della controparte. Senza contare che un governo così importante come quello della Regione Lazio non può essere assunto per effetto di uno sbaglio, seppure imperdonabile, di una persona, ma deve essere frutto di una politica superiore, più credibile per tutti: giovani, donne, anziani, ecc. Non è preferibile che la Bonino si rivolga a tutti quei cittadini indecisi o di centro destra dicendo loro chiaramente: voglio che il PdL partecipi alle elezioni perché ciò è un atto di democrazia e perché non voglio che domani la mia vittoria possa apparire comunque viziata per la mancata partecipazione di una grossa fetta dell’elettorato? Non è meglio, insomma, che dimostri che quando si hanno i numeri per vincere di questi mezzucci o colpi di fortuna se ne può fare tranquillamente a meno?»

   Alvaro Balloni

     Consigliere provinciale

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