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Balloni scrive a Di Pietro: "Quando si perdono i valori…"

CIVITAVECCHIA – “Se non fosse per il fatto che questa partita si sta giocando tutta sulla mia pelle, stenterei a credere ad una storia come questa.
C’è infatti da chiedersi come sia possibile che, dopo avere firmato l’accettazione di candidatura, dopo avere aderito (a questo punto dovrei dire dopo avere abboccato) alle assicurazioni ed alle sollecitazioni del segretario regionale del partito e dopo avere avuto dalla segreteria i moduli per la nomina del mandatario elettorale da far autenticare dal notaio, cosa puntualmente avvenuta, dopo avere firmato contratti di pubblicità e avere dato il via alla campagna elettorale, mi arrivi la comunicazione che la candidatura è stata revocata.
Cose semplicemente da pazzi!!!
Come può accadere una cosa del genere in un partito, l’IdV, che mette al centro della propria azione il rispetto e l’esaltazione dei valori ?
In un’azione del genere quali valori sono stati rispettati?
Certamente nessun valore.
C’è piuttosto da constatare che sono stati mortificati i valori ed esaltati soltanto gli interessi di parte. Cioè l’esaltazione del colore politico e dell’appartenenza partitica, che è prevalsa sulla tutela degli interessi più generali della collettività.
E’ stata oscurata quella che dovrebbe essere la missione di ogni persona che fa politica: esercitare la propria azione privilegiando e curando gli interessi e le aspettative dei cittadini, anteponendole agli interessi e alle aspettative del proprio partito.
Sia io che gli altri componenti il circolo cittadino, che insieme abbiamo portato avanti questa esperienza politica non molto lunga ma impegnativa in seno al partito, ci siamo ispirati a questi valori che abbiamo, fra l’altro, condiviso con i vertici nazionali e regionali dell’Italia dei Valori. I quali vertici hanno sempre saputo delle nostre posizioni: quelle stesse posizioni che ci hanno consentito di “trascinare” un partito con percentuali elettorali prima irrilevanti sino all’8%. In anni di sacrifici e di lavoro che, evidentemente, non sono serviti a niente. Tutto è stato infatti sacrificato sull’altare di un accordo politico che, nella sostanza, capovolge il sistema dei valori su cui è stato costruito il patrimonio politico ed elettorale: prima gli interessi del partito, poi quelli dei cittadini, sempre che qualcosa ci resti dei programmi elaborati insieme.
Occorre, evidentemente, prendere atto, da parte mia e nostra, che l’Italia dei valori non è quel partito che abbiamo conosciuto noi, ma è uno dei tanti del panorama politico italiano: roba da supermercato.
Altrimenti non si capirebbe come possa essere avvenuto che restando inalterate le condizioni dell’ offerta di candidatura e della relativa accettazione, la candidatura stessa mi venga poi revocata per il veto posto da qualcuno. E’ evidente che la ragione di ciò – me ne rendo conto alla luce di questa mia personale esperienza – risiede solo nel fatto che quelli che erano dei giganti, i vertici dell’IdV, sono in verità degli uomini piccoli piccoli.
Signor Presidente, il sottoscritto non è assessore del Comune di Civitavecchia ne è mai stato Sindaco. La propria credibilità se l’è costruita con il lavoro e non con il potere derivante da incarichi di governo. Da un anno l’IdV di Civitavecchia ha un Assessore che non è, ripeto, il sottoscritto. Un risultato, questo, che può aggiungere un minimo di valore aggiunto a posizioni conquistate giorno dopo giorno con un’assidua e competente azione politica. Una pratica sconosciuta a quanti le stanno vicino solamente per cercare di “spolpare un osso”, e che sono personaggi assolutamente inutili, se considerati nell’ottica degli interessi dei cittadini.
Sono consapevole, a questo punto, che le molte altre cose che vorrei dirle non servirebbero assolutamente a niente, come a niente è servito, alla luce della negazione dei valori, continuare a vivere in condizioni modeste dopo 20 anni di esercizio dell’attività politica, oppure esercitare la carica di consigliere comunale a Civitavecchia rinunciando a qualunque prebenda.
Mi consolo pensando che dopo essere sopravvissuto a tante tempeste riuscirò senz’altro a sopravvivere a questo disgustoso trattamento.
L’obiettivo dei gruppi di pressione esterni ed interni al partito ha ottenuto – almeno sino a questo momento – quello che si prefiggevano: eliminare Balloni dalla competizione elettorale per renderlo più debole in vista delle prossime consultazioni comunali, e lasciare così campo libero alle varie lobby politico-affaristiche.
Mi aspetterei, nel frattempo, un atto di coerenza da parte dei vertici d’IdV e da parte sua personalmente, signor Presidente. Un atto di coerenza rispetto alle scelta di esclusione dalle liste: l’espulsione dal partito dell’IdV. E con una motivazione credibile, se possibile.
Tanto per capire come può non essere considerato degno di candidatura un militante come il sottoscritto che è capogruppo alla Provincia di Roma, membro del comitato regionale e provinciale dell’IdV, segretario di sezione e, come dice Tiziana Croce, intestatario della tessera privilegiata n. 000007. Cioè degno di assumere tante cariche importanti, ma non di essere candidato alle regionali. Ciò mi solleverebbe dal compito di dover essere io stesso a presentare le dimissioni da un partito dove decidono i non iscritti e gli esterni (De Magistris e Zipponi?) ma non i tesserati.
Una gran delusione, caro Presidente.
Buon lavoro”.
Alvaro Balloni

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