Pubblicato il

Battilocchio: «Nessuna folgorazione sulla via di Damasco»

Tolfa. Comune e Agraria ribadiscono il ‘‘no’’ all’area metropolitana: «Troppe incertezze su ruoli e competenze»

Tolfa. Comune e Agraria ribadiscono il ‘‘no’’ all’area metropolitana: «Troppe incertezze su ruoli e competenze»

di ROMINA MOSCONI

TOLFA – «Non c’è stata nessuna folgorazione sulla via di Damasco e né ci sono ripensamenti: Tolfa la sua posizione riguardante l’Area metropolitana l’ha già espressa anche attraverso un consiglio comunale: restiamo contrari all’entrata in quest’area perchè ci sono ancora troppe incertezze». Ad esprimersi così il sindaco di Tolfa, Alessandro Battilocchio il quale ha ribadito le perplessità sue e della maggioranza collnare: «Così com’è impostato ora il progetto, in un contesto in cui mancano competenze e ruoli, c’è il rischio di mettere a repentaglio l’autonomia e l’identità dei paesi lontani dalla capitale che rischiano di divenire la periferia di Roma e soprattutto che i centri decisionali prescindano dal territorio. La cosa che fa più riflettere e che non ci fa dormire sonni tranquilli è che dal 90 con la legge 142 che regola questo progetto ancora non se ne parla e non se ne sa nulla. E’ proprio a causa di questo silenzio che sono intervenuto chiedendo che si apra al più presto un dialogo ampio e partecipato. E’ importante che ci venga spiegato bene in cosa consiste questa riforma perché non vorrei che la mancanza d’informazioni ci facesse prendere una cantonata».
Sulla stessa linea il presidente dell’Agraria tolfetana, Valerio Finori (Pdl): «Le dichiarazioni del sindaco Battilocchio sono chiare, inequivocabili ed improntate ad una prudenza quantomeno necessaria, alla luce delle scelte demenziali calateci dall’alto nel recente passato, e rispecchiano la posizione della nostra amministrazione comunale della quale faccio parte come assessore alla Cultura. E’ complicato parlare di un’idea progettuale della quale non si conoscono i contenuti precisi in materia di ruoli, competenze e, perché no, distribuzione di fondi strutturali, non si può negare che la posizione di partenza è quella di una doverosa diffidenza verso un qualcosa che sembra essere, per l’ennesima volta, il trionfo della visone “romanocentrica” della gestione territoriale del nostro comprensorio. In questi ultimi anni ogni volta che i vertici non hanno posto in essere un serio confronto con le comunità locali, i risultati sono stati catastrofici per i cittadini e quindi è giustificata la nostra prudenza e la voglia di aprire un tavolo di confronto tra tutte le realtà locali. Credo che invece di cadere nelle grinfie di una Roma Capitale che ci trasformerà nella ‘‘periferia della periferia della periferia’’, riversando su di noi pochi benefici e tante servitù, andrebbe valutata anche la possibilità di entrare a pieno titolo nella Provincia di Viterbo, realtà più raccolta e più vicina alla nostra identità e che potrebbe ridarci una rappresentatività in sede di consiglio provinciale che non abbiamo più da anni, abbattendo tanti costi per le famiglie e fornendo finalmente quei servizi che una Provincia come quella di Roma, che soffre di una ‘‘pachidermia evidente’’, al di là delle facili promesse e delle mere operazioni di facciata, non riesce più a fornire».

ULTIME NEWS