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Bolli: ancora richieste di pagamento

Nuovi strascichi sulla truffa Aci. Equitalia ha spedito altre cartelle Mazzola: «Se non interrompono ci costituiremo parte civile»

Nuovi strascichi sulla truffa Aci. Equitalia ha spedito altre cartelle Mazzola: «Se non interrompono ci costituiremo parte civile»

TARQUINIA – Altri strascichi sui bolli Aci. Da alcuni giorni piovono infatti nuove richieste di pagamento. Eppure era solo un anno fa quando si cominciò a parlare di buone notizie. La storia, come si ricorderà, risale al 2006, quando la Regione Lazio spedì a circa 900 tarquiniesi le cartelle esattoriali relative alla mancata corresponsione del bollo auto per il 2003. Il punto Aci della città si giustificò parlando di un «disguido telematico». La Guardia di Finanza, allertata dalle segnalazioni pervenute, avviò però un’indagine che portò alla chiusura dell’agenzia, in quanto i versamenti effettuati dai cittadini risultarono regolari. La Regione Lazio lo scorso anno aveva comunicato al Comune di Tarquinia e ai tarquiniesi le lettere nelle quali si comunicava la sospensione definitiva della richiesta di pagamento della tassa automobilistica relativa al 2003. Il sindaco Mazzola parlò di una grande vittoria. Fu il comitato dei cittadini, poco dopo, a lanciare l’allarme dopo l’ennesima ondata di richieste di pagamento. Di lì a poco giunse però immediata la risposta della Gerit. Equitalia provvide a sospendere le procedure per il recupero delle somme e la sede provinciale chiese alla regione l’invio tempestivo dei flussi telematici contenenti i discarichi. In questi giorni però Equitalia e Aci sono tornati a battere cassa e il sindaco Mazzola alza la voce: «È ora di finirla. Il Comune di Tarquinia si costituirà parte civile insieme ai cittadini, se Aci ed Equitalia continueranno a spedire richieste di pagamento per il bollo auto del 2003. All’inizio della prossima settimana sarò alla Regione Lazio, per chiedere spiegazioni. Aci ed Equitalia devono definitivamente mettere la parola fine sulla vicenda. Con una nota ufficiale del 17 marzo 2010 la stessa Regione Lazio riconosceva che l’agenzia Aci di Tarquinia aveva perpetuato una truffa “bella e buona” a centinaia di persone». Il sindaco Mazzola promette quindi il massimo impegno da parte dell’amministrazione, per tutelare i diritti delle persone oneste di fronte a una burocrazia cieca: “Come già all’inizio del 2010, quando in pochi giorni si raccolse la documentazione di centinaia di persone, inviandola alla Regione Lazio e ottenendo la risoluzione del problema, anche questa volta il Comune sarà a fianco dei cittadini”.

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