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Bonelli:  "Nucleare, dal centrodestra solo propaganda"

MONTALTO DI CASTRO – “Mentre in tutto il mondo crescono i dubbi circa la validità del nucleare e in particolar modo di quello scelto dal governo italiano, ossia l’Epr francese, la Regione Lazio, nelle intenzioni di alcuni esponenti regionali dovrebbe buttarsi a capofitto nelle braccia delle lobby dell’atomo”. Lo afferma, in una nota, il presidente e Capogruppo regionale dei Verdi del Lazio per la Costituente Ecologista, Angelo Bonelli. “La mozione – prosegue – presentata dal vicepresidente della Commissione ambiente Francesco Pasquali afferma sostanzialmente questo e vorrebbe far firmare una cambiale in bianco da parte dei cittadini del Lazio verso l’industria del nucleare, opzionando il territorio della nostra Regione non solo per i due reattori Epr previsti a Montalto di Castro da Enel, ma anche per il deposito delle scorie nucleari, le cui aree possibili sono state già decise da Sogin e secretate, con uno ‘splendido esempio di democrazia partecipata – direttamente dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, forse perché il nucleare potrebbe diventare lo scomodo ‘convitato di pietra’ delle eventuali elezioni politiche della prossima primavera”. “Troppo spesso si parla delle magnifiche ‘sorti progressiste’ del nucleare che dovrebbe portarci in un nuovo ‘eldorado energetico’ che probabilmente sta solo nella testa dei politici di centrodestra, visto che in nessuna delle nazioni nucleariste questa fonte inquinante e insicura ha rappresentato la soluzione dei problemi energetici. Invito gli esponenti del centrodestra a confrontarsi direttamente con i cittadini, carte alla mano e documentandosi in maniera accurata. – continua Angelo Bonelli – Cito solo tre casi tra gli ultimi: il rapporto di Citigroup, uno dei massimi analisti finanziari mondiali, che punta il dito sui costi del nucleare, i documenti interni di fonte Edf che mettono in risalto come nella realizzazione degli Epr si stiano limando i costi di fabbricazione, realizzando dei componenti nevralgici per il reattore in violazione, per la prima volta dopo 58 reattori realizzati, delle specifichedell’Autorità di sicurezza francese e il rapporto Roussely, reso noto dall’ex amministratore delegato di Edf, in si afferma che la credibilità dell’Epr è stata minata dalle difficoltà incontrate sia nel cantiere finlandese sia in quello francese. Pasquali anziché farsi tirare la volata da improbabili associazioni ambientaliste sconosciute ai più, si confronti con i cittadini sui fatti concreti: dati alla mano”.

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