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Bufera Pd: avviata l’espulsione per i 4 dissidenti

Cerveteri. Dopo 5 ore di tavola rotonda il direttivo è terminato con l’apertura del disciplinare come ipotizzato alla vigilia dell’incontro Dei 30 presenti in 24 hanno votato a favore dell’allontanamento. Il segretario Borgna: «Hanno perso di vista il bene della collettività» Travaglia: «Un atto irresponsabile. I garanti provinciali e regionali sapranno ribaltare il procedimento». Intanto il Pdl chiede le dimissioni del sindaco Ciogli

Cerveteri. Dopo 5 ore di tavola rotonda il direttivo è terminato con l’apertura del disciplinare come ipotizzato alla vigilia dell’incontro Dei 30 presenti in 24 hanno votato a favore dell’allontanamento. Il segretario Borgna: «Hanno perso di vista il bene della collettività» Travaglia: «Un atto irresponsabile. I garanti provinciali e regionali sapranno ribaltare il procedimento». Intanto il Pdl chiede le dimissioni del sindaco Ciogli

CERVETERI – Dopo quasi 5 ore di tavola rotonda, il direttivo del Pd termina con l’apertura di un procedimento disciplinare per l’espulsione di Carmelo Travaglia, Gabriele Altobelli, Yuri Marini e Vittoria Marini, i 4 consiglieri di maggioranza che nell’ultimo consiglio comunale compatti con l’opposizione hanno votato contro gli equilibri di bilancio e che da mesi sembrano remare contro la squadra di governo, tenendo in pugno i processi decisionali. «Sono convinto che questo sia un atto irresponsabile e di imperio da parte del gruppo – afferma Carmelo Travaglia capogruppo del Pd – sono certo che i garanti provinciali e regionali sapranno ribaltare questo procedimento». Il direttivo del Pd si è riunito venerdì in tarda serata, alla riunione erano presenti 30 componenti. Al termine di un lungo dibattito, 24 di loro hanno votato favorevolmente per l’allontanamento dei 4 consiglieri dissidenti, solo sei membri hanno espresso parere contrario. La prova del nove sarà il prossimo consiglio comunale, se i quattro consiglieri si ravvederanno del diniego agli equilibri di bilancio, potrebbero riaprirsi margini di mediazione e una possibile reintegrazione, in caso contrario la loro condotta non è assimilabile all’indirizzo politico. «La crisi è aperta, non so se la verifica di bilancio verrà modificata, non so come mi esprimerò a riguardo, è tutto da vedere». I quattro consiglieri in sospensione, che forse rimaranno spogli della sigla politica, continuano comunque a far parte della maggiornaza, espressione del voto elettorale, una maggioranza solo formale se continuerà a mancare una partecipazione costruttiva negli interessi della cittadinanza. «Il direttivo non mette in discussione le persone – afferma Franco Borgna segretario del partito democratico – ma il loro operato, hanno perso di vista il bene della collettività. Bloccare una verifica di bilancio significa bloccare la vita amministrativa di un paese, e nel caso specifico le spese previste andavano a favore di scuole e viabilità, non si può giocare con i problemi sociali che attanagliano la popolazione e far prevalere sugli interessi generali beghe e questioni politiche». Intanto il centrodestra spara sulla croce rossa e si rivolge al prefetto per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale. «Infatti – dice il coordinatore provinciale del Pdl, Francesco Lollobrigida -, il consiglio ha bocciato la delibera concernente la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Premesso ciò, a questo punto la questione deve ricondursi non tanto ‘‘alla mera inosservanza dei termini’’, ma alla volontà del consiglio comunale di non approvare i provvedimenti di riequilibrio con tutte le conseguenze del caso. Crediamo che il sindaco Gino Ciogli debba prendere atto di non aver più una maggioranza che lo sostiene».

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