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Cacciarella abusiva al Faggeto

Allumiere. Il sindaco Augusto Battilocchio ha sporto denuncia contro ignoti presso la Guardia forestale. Consiglio straordinario all’Agraria Dura condanna da tutto il paese: «Hanno ucciso tre cinghiali, potevano ferire a morte anche i visitatori»

Allumiere. Il sindaco Augusto Battilocchio ha sporto denuncia contro ignoti presso la Guardia forestale. Consiglio straordinario all’Agraria Dura condanna da tutto il paese: «Hanno ucciso tre cinghiali, potevano ferire a morte anche i visitatori»

ALLUMIEREdi ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Sabato scorso il Faggeto di Allumiere ha fatto da cornice ad un increscioso evento che ha lasciato rammarico e perplessità in tutti i residenti del paese collinare. Nel parco pubblico che da sempre è il simbolo di Allumiere si è svolta una battuta di caccia abusiva che si è conclusa con l’uccisione di ben tre cinghiali. La notizia ha sconvolto i paesani, anche perchè il Faggeto è un luogo pubblico molto frequentato e quindi usare fucili in un posto così è da veri incoscienti. Per questo motivo è stata effettuata mercoledì pomeriggio una seduta straordinaria dell’Università Agraria nella quale si è discusso a lungo insieme al sindaco Augusto Battilocchio, il quale ha sporto regolare denuncia contro ignoti presso la Guardia Forestale locale. Comune ed Ente agrario condannano questo ‘‘modus operandi’’. «È stata una battuta di caccia abusiva e ridicola: un evento che non di certo rende onore ai cacciatori allumieraschi – spiega il vicepresidente dell’Agraria, Antonio Pasquini, fautore tra l’altro dell’Azienda Faunistica Venatoria di Allumiere – abbiamo realizzato un’azienda che tutti ci invidiano, con 1400 ettari di terreno a disposizione, che senso ha organizzare cacciarelle nel faggeto, mettendo in serio pericolo i visitatori che lo frequentano? Riconosciamo la caccia e stimiamo i cacciatori e per questo abbaimo lavorato per realizzare l’Azienda Faunistica Venatoria a cui hanno aderito quasi tutti i cacciatori tranne quattro o cinque, perchè comportarsi in in modo così scellerato?». Deluso e preoccupato anche il sindaco Battilocchio: «Un atto del genere è da condannare, primo perchè non è legale, e poi perchè si è messa a repentaglio la sicurezza di chi va al Faggeto. Ho sporto denuncia regolare, ma spero che chi ha fatto questa battuta di caccia abbia il coraggio di dire la verità». In paese poi c’è gran fermento e tutti condannano questo evento, anche se però per ora vige il riserbo e ancora non si conoscono i nomi di coloro che hanno effettuato questa battuta di caccia. C’è però chi spezza una lancia: «Il Faggeto non delimitato come zona dove vige il divieto di caccia quindi è anche colpa di chi non ha messo le opportune segnalazioni». Pronta la ripsosta di Pasquini e dei responsabili della Guardia Forestale collianare che spiegano che: «Questo non è un alibi che regge, visto che la legge spiega che nelle Zps il sabato la cacciarella deve essere fatta solo in zone appositamente delimitate dalla Provincia di Roma, previa regolare autorizzazione e con gli opportuni acorgimenti». Nessuna scusante quindi per questa azione dei cacciatori. «Non vogliamo assolutamente incriminare tutti i cacciatori – concludono i membri della giunta Battilocchio e i vertici dell’Agraria – il nostro j’accuse è solo per gli autori di questa battuta di caccia abusiva». Qualcuno si dice però preoccupato «per l’omertà che si sta avendo inquesti giorni». «Come mai – dicono – chi ha visto e sentito non parla?». Getta acqua sul fuoco invece il presidente dell’Azienda Faunistica Venatoria, Pietro Pierantozzi: «Tutta questa storia è una montatura e un ingrandiemnto di ciò che, a quanto sembra, sia accaduto. Da quanto si sente in giro, sembra che alcuni cacciatori siano entrati nel faggeto per recuperare dei cani che hanno inseguito un cinghiale ferito. Comunque ci tengo a sottolineare che ho piena fiducia nei nostri cacciatori e non credo che siano capaci di agire così. In paese ci sono due squadre di ‘’cacciarella’’ fra le quali c’è molto agonismo e quindi molto spesso le cose si ingrnadiscono e si esasperano, ma poi tutto si sgonfia come bolle di sapone».

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