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Camera iperbarica, necessario ripristinarla subito

Ritengo opportuno rispondere subito all’appello del Nucleo Sommozzatori di Santa Marinella, ricordando, brevemente, l’attuale situazione della struttura iperbarica. L’11 luglio del 2008 tra l’International Port Hospital s.r.l., la Croce Rossa Italiana, comitato locale di Civitavecchia, la nostra Associazione, con l’intervento, e su delega del Sindaco Gianni Moscherini, dell’avv. Roberta Sacco, fu firmato un protocollo d’intesa (di cui allego copia) mediante il quale la Croce Rossa si era resa disponibile ad allestire un presidio di primo soccorso nel porto di Civitavecchia con annessa camera iperbarica e trasporto in sicurezza degli infermi. Tutto questo per fronteggiare nell’immediato le esigenze primarie, per ottenere in tempi brevi il ripristino della funzione della struttura iperbarica e la successiva intitolazione a “Francesco Forno”. L’International Port Hospital, avrebbe consentito, sia nelle more della costruzione della struttura ospedalierta e sia successivamente, alla Croce Rossa Italiana, comitato di Civitavecchia, di allestire il presidio di primo soccorso e trattamento iperbarico, all’interno dell’area progettuale, oggetto di richiesta all’Autorità Portuale di concessione. Il protocollo prevedeva al n. 4 che “la Croce Rossa Italiana, comitato locale di Civitavecchia, si impegna ed obbliga a gestire e organizzare dei servizi di primo soccorso, iperbarico e trasporto in sicurezza degli infermi con propri mezzi ed ambulanze, curando la formazione, l’organizzazione del personale, e quant’altro necessario per l’espletamento dei servizi stessi”. Il 30 settembre 2008, con delibera n. 66 il Comitato Portuale esprimeva parere favorevole al rilascio di concessione demaniale per l’affidamento e la gestione di un presidio medico con camera iperbarica alla Croce Rossa Italiana (vedi allegato). Da parte della nostra Associazione, in diverse occasioni ed in diverse date, veniva sollecitato il locale comitato della Croce Rossa ad attivare il servizio oggetto del protocollo d’intesa e della delibera dell’Autorità Portuale. Considerato l’avvicinarsi del periodo estivo, nella mattinata del 3 giugno scorso, lo scrivente chiedeva, telefonicamente, al Dr. Piero Generali, attuale commissario del Comitato locale CRI, informazioni in merito al ritardo nell’apertura del servizio a suo tempo concordato e deliberato. Il dr Generali, riferiva di aver richiesto, al riguardo, un appuntamento al Commissario Nazionale della CRI (di cui, ad oggi, non conosco se sia avvenuto o meno) per definire l’iniziativa. Una decina di giorni prima, comunque, lo scrivente aveva interessato dell’argomento la dott.ssa Maria Luisa Tosches (alla quale nel marzo 2009 era stata consegnata, su sua esplicita richiesta, copia del protocollo d’intesa), attuale Vice-Commissario Provinciale CRI di Roma. La stessa, rispondeva, sempre telefonicamente, che il tutto era al vaglio degli Organi superiori dell’Ente. Subito dopo il colloquio telefonico con il dr Generali, lo scrivente incontrava per il concorso internazionale di fotografia, la Senatrice Mafalda Molinari, presidente della Fondazione Angelo Molinari, la quale si interessava alla vicenda della camera iperbarica ed al suo mancato utilizzo. Alla Senatrice fornivo la documentazione che si allega e spiegavo l’accaduto e la disponibilità dell’Associazione Francesco Forno a gestire nuovamente (solamente per i questo periodo estivo) la camera iperbarica. La Senatrice Molinari si impegnava a finanziare questa gestione e, contemporaneamente, ad intervenire per una riapertura definitiva. Entro questa settimana dovrei avere un altro incontro con la Senatrice. Mi auguro, anche se la camera iperbarica non sarebbe stata utile per l’ultimo incidente accaduto al sub, che l’iniziativa del Nucleo Sommozzatori porti, nel brevissimo periodo, a ripristinare la struttura iperbarica che, a quanto è a mia conoscenza, è stata anche adeguata alle recentissime normative di sicurezza.

Gianfranco Forno

Presidente Associazione Volontari Francesco Forno

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