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Camilloni: "Su scia di liquami la Regione si costituisca parte civile"

Fa discutere la scia di liquami e rifiuti sul litorale nord avvistata e segnalata da più parti negli ultimi giorni specie nella giornata di giovedì. Sulla questione prende la parola Luigi Camilloni, presidente dell’osservatorio sociale. “Non serve a niente – dice Camilloni – varare dei progetti per il rilancio del territorio dal punto di vista turistico se poi le grandi idee si scontrano purtroppo con la realtà delle scie di liquami e rifiuti. Prima di passare dai progetti ai fatti, sarebbe utile una bonifica straordinaria nell’area interessata, per restituire questa zona alla piena fruizione dei bagnanti, dei turisti e dei visitatori”. “La pulizia e la bonifica – prosegue il presidente – rappresenterebbero un primo passo nella direzione della valorizzazione del territorio, rivendendo anche la posizione delle barriere frangiflutti che sono sbagliate in alcune zone, come ad esempio a S. Marinella”. “Fermo restando, ovviamente, che il primo atto da compiere di fronte a questa situazione vergognosa e che potrebbe compromettere seriamente la stagione balneare – prosegue Camilloni – è quello dell’applicazione del principio basilare ‘’chi inquina paga’’’. Ed è per questo motivo che sollecito le autorità pubbliche ad aprire un’indagine per accertare i danni, sia diretti che indiretti, le cause e le eventuali responsabilità, errori o negligenze. Una situazione che sta ledendo fortemente l’immagine di una tra le più belle coste laziali ed è per questo motivo che farebbero bene le autorità competenti, in primis l’Arpa e il Noe ad intervenire per accertare i danni ambientali che la marea di liquami sta provocando, ivi compresi quelli collaterali al sistema turistico locale”. “Ma soprattutto, farebbe bene la Regione Lazio – prosegue il presidente dell’osservatorio sociale – a costituirsi parte civile contro gli eventuali responsabili di questo danno ambientale”. Sula situazione del mare interviene il sindaco di Ladispoli, Crescenzo paliotta chiamato in ballo da Legambiente che aveva chiesto un divieto di balneazione temporaneo in attesa della bonifica “La situazione sta tornando alla normalità e non è grave – dice Paliotta – . È in corso, da parte della Guardia costiera e della Polizia locale, un monitoraggio del mare antistante le nostre coste dal quale sta emergendo che i problemi che ci sono stati non dipendono assolutamente dal nostro territorio”. “Sono stati effettuati anche degli ulteriori controlli al nostro impianto di depurazione – spiega Paliotta – che è risultato perfettamente funzionante. Un dato di fatto attestato, oltre che dalle relazioni dell’Arpa, anche dalle verifiche quotidiane fatte dalla Capitaneria e da altri organismi tecnici indipendenti”. “E’ ampiamente noto – ha continuato Paliotta – che i problemi del litorale a nord di Roma dipendono essenzialmente dalla foce del Tevere da una parte ed occasionalmente, dal traffico delle navi passeggeri al largo di Civitavecchia che purtroppo a volte gettano in mare i loro rifiuti. È quindi poco comprensibile che si parli di Ladispoli, Cerveteri dimenticando località che sono a pochi chilometri dalla foce del Tevere”. “Riconfermiamo – ha sottolineato Paliotta – la nostra richiesta alla Regione Lazio che, oltre ai controlli periodici dell’Arpa, ci sia un monitoraggio quotidiano del nostro mare con un contatto diretto tra Capitaneria, Prociv e comuni: in questo modo potremo avere costantemente il quadro della situazione. Così sarà ancora più chiaro capire le origini di alcuni fenomeni che comunque rimangono isolati”. “Ladispoli non ha nulla da temere – conclude Paliotta – invitiamo i dirigenti di Legambiemnte e chiunque altro lo voglia, a visitare il nostro impianto di depurazione ed, eventualmente, a sorvolare il tratto di costa del nostro comprensorio con il servizio di elicotteri che ogni settimana scatta le foto del nostro mare. Non occorre alcun intervento straordinario di disinquinamento e nessun divieto: l’Agenzia regionale si è già espressa ed è l’unica ad aver titolo su questa normativa”.

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