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Campo di Mare ancora a secco: autobotti in aiuto agli assetati

di STEFANIA VIGNAROLI

 

CERVETERI – Autobotti comunali da oggi pomeriggio corrono in aiuto degli “assetati” di Campo di Mare, dove prosegue l’emergenza acqua. Nella frazione etrusca, proprietà della società Ostilia, da ormai troppi giorni i rubinetti restano per ore all’asciutto, o si alternano a momenti in cui l’acqua è solo un – “sottile filo” – descrivono i residenti che esausti dei continui disservizi, domenica sono scesi in strada bloccando il cavalcaferrovia che collega la parte residenziale al lungomare, e, assicurano, “saranno previsti ulteriori sit-in di protesta se la situazione non migliorerà, vogliamo acqua e illuminazione, è un nostro diritto”. Il Comune nelle ultime ore ha varato un’ordinanza d’urgenza in sinergia con la Protezione civile caeratana per garantire primarie condizioni igienico-sanitarie alla cittadinanza. L’ordinanza è stata emanata anche per invitare la società Ostilia, proprietaria dell’acquedotto, ad intervenire, “nel frattempo il Comune non può restare a guardare – afferma il primo cittadino Ciogli – abbiamo intrapreso questa azione di servizio nelle zone maggiormente colpite, per tamponare l’emergenza”. Da oggi i caschi bianchi della protezione civile diretti dal comandante Marco Scarpellini battono le strade della frazione, posizionandosi nei punti nevralgici della zona per riempire i serbatoi delle abitazioni private e non. Si registrano anche interventi a favore degli stabilimenti balneari pesantemente colpiti dalla “siccità Ostilia”, e da un lungomare abbandonato a se stesso nel lungo contenzioso tra il Comune e il consorzio. Sembra che alla base del mancato approvvigionamento idrico, che ha lasciato la frazione a secco per 25 ore, ci sia l’avaria di una pompa di rilancio situata vicino alla ferrovia, la conduttura è stata ripristinata, ma occorrono giorni prima che la carenza endemica venga meno. “Abbiamo effettuato un monitoraggio nelle abitazioni – afferma il capo della protezione civile Scarpellini – il problema è che non tutte sono dotate di piccole botti private da riempire in caso di emergenza, le fasce orarie più colpite dall’assenza del bene primario sono quelle serali, in cui la gente rientra in casa, si fa la doccia o cucina, ma la situazione sta migliorando, l’acqua lentamente sta tornando nelle case”.

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