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Capodogli e balenottere, diversi gli avvistamenti

CIVITAVECCHIA – Volge verso la conclusione la campagna estiva di monitoraggio cetacei nel mar Tirreno realizzata dall’Accademia del Leviatano con la collaborazione della Fondazione Cariciv. Il monitoraggio 2010, iniziato ad aprile, è stato presentato con un incontro pubblico a giugno presso il Comune di Civitavecchia alla presenza del presidente della Fondazione Cariciv, dell’Assessore al Mare e di rappresentanti della Capitaneria di Porto. Da Aprile ad Ottobre ricercatori dell’Accademia dal ponte di comando dei traghetti della Sardinia-Ferries hanno scrutato l’orizzonte alla ricerca di delfini e balene lungo la rotta Civitavecchia-Golfo Aranci. Scopi principali della ricerca sono: il monitoraggio e lo studio di cetacei a largo di Civitavecchia e nel Tirreno centrale; la realizzazione di carte nautiche con segnalate le aree ad alta densità di cetacei lungo le principali rotte navali e lungo le autostrade del mare; formazione di “osservatori specialisti” di mammiferi marini. Dal 2006 lo studio del Tirreno Centrale è all’interno del network di monitoraggio cetacei da navi e traghetti coordinato da ISPRA. La rete, formata da diversi Enti ed associazioni scientifiche, monitora settimanalmente circa 1000 miglia nautiche dal mar Ligure (all’interno del Santuario Pelagos) allo Ionio. Durante la campagna di avvistamento 2010, si è confermato l’elevato numero di avvistamenti già avvenuti negli anni passati, sottolineando l’importanza ecologica del Tirreno centrale oltre ché la necessità di istituire forme di protezione specifiche in questo tratto di mare. In più questa estate sono stati numerosi gli avvistamenti di delfini, balenottere e capodogli proprio al largo delle coste di Civitavecchia. Considerata la vicinanza alla costa ed il comportamento tipico dei capodogli (la maggior parte delle volte sono infatti impegnati in immersioni profonde) gli avvistamenti di quest’anno sono stati molto importanti per conoscere la distribuzione e l’ecologia degli animali, oltre ché a favorire dati per la conservazione della specie. Il basso costo del metodo di monitoraggio utilizzato, l’impegno dei ricercatori, la presenza di un network favoriscono a livello nazionale la conservazione dei cetacei presenti in Italia. Il monitoraggio continuo è uno strumento essenziale per valutare annualmente sia il trend delle popolazioni di cetacei e lo stato dell’ambiente marino, sia la relazione con i fattori antropici (ad esempio il traffico navale o i cambiamenti climatici).

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