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Capparella, cade l'aggravante della guida in stato di alterazione

Gli esiti degli esami confermano che nel sangue del giovane non c'era alcuna traccia di sostanza stupefacente o di alcol

Gli esiti degli esami confermano che nel sangue del giovane non c'era alcuna traccia di sostanza stupefacente o di alcol

CIVITAVECCHIA – Si è chiuso nel migliore dei modi per la difesa l’incidente probatorio relativo al tragico incidente stradale del 28 dicembre scorso, quando persero la vita i giovani Daniele e Indra Mercuri, Gianni Siena e Gianmarco Coccioloni, volando dal cavalcavia sulla bretella che dal porto conduce all’A12 e schiantandosi su via delle Vigne. Gli esami sul sangue dell’unico sopravvissuto Yuri Capparella, che quella notte era alla guida della Nissan Micra, hanno confermato che non vi era traccia nè di sostanze alcoliche nè di stupefacenti. «Il professor Furnari, consulente nominato dal gip Giovanni Giorgianni – ha spiegato uno dei difensori del 19enne, l’avvocato Enrico Baldassari – ha confermato quanto volevamo sentirci dire: eravamo certi che Yuri non era alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza alcolica». Gli esiti della perizia svolta sui campioni biologici prelevati al giovane Capparella subito dopo l’incidente ridimensionano il quadro accusatorio, facendo quindi cadere anche l’aggravante inizialmente ipotizzata dal sostituto procuratore Margherita Pinto. Rimane ovviamente l’accusa di omicidio colposo plurimo. «Dopo la tragedia si sono JURIsusseguite delle illazioni sullo stato psicofisico di Yuri – ha aggiunto l’altro legale del giovane, l’avvocato Lorenzo Mereu – sottolineare oggi gli esiti della perizia è per noi un modo di riabilitare la sua persona, di dire che non è quel mostro che poteva essere dipinto». Mentre rimangono i dubbi, che gli avvocati confemano di voler chiarire, sulle modalità e tempi di prelievo, e sullo stato di conservazione dei campioni di sangue – senza sigilli o timbri – chiuso l’incidente probatorio, gli atti sono stati rimessi al pubblico ministero. «Il quadro si è completamente modificato a seguito di questa perizia – hanno spiegato i due legali – adesso l’attenzione si focalizzerà sulla ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente e, soprattutto, stato della strada, la capacità di tenuta e il corretto montaggio del guard rail che soltanto in quel tratto dove finì la Nissan Micra (circa 4 metri) mancava e continua ad essere assente, nonostante il nuovo intervento di ripristino da parte dell’Anas. Sono già agli atti i rilievi della Polizia Stradale e il pm Pinto ha conferito l’incarico all’ingegnere Giuseppe Marcon di eseguire verifiche su quel tratto di strada.

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