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Carenza di sangue, l'Avis chiede un incontro

CIVITAVECCHIA – «Apprendiamo con piacere la volontà della Regione Lazio di integrare nel migliore dei modi il sistema delle associazioni di volontariato al lavoro delle Asl: dal 1980, quando si raccoglievano fino a 6000 unità di sangue, oggi si arriva a neanche 3000 unità». Il presidente dell’Avis locale Nicoletta Iacomelli replica a quanto dichiarato dal presidente della Regione Lazio Polverini, chiedendo un incontro programmatico con i rappresentanti di tutte le istituzioni responsabili dalla Regione al Comune, dalla Asl alle associazioni di donatori, per giungere alla risoluzione del problema. «In questi anni – ha aggiunto – ci siamo trovati troppo spesso soli a denunciare una situazione incancrenita. Basti pensare che qui nella Asl RmF, dal 2009 non si percepiscono i rimborsi come previsto dalla Convenzione, ci sono appena 3 unità di medici interni al Centro Trasfusionale di Civitavecchia ceduto alla Asl nel 1990, non si riescono a trovare giovani medici per organizzare le raccolte di sangue sul territorio, non esiste un presidio fisso a Cerveteri e Ladispoli e da quest’anno, non sarà rinnovato il Servizio Civile che permette a giovani di collaborare con le nostre associazioni per incrementare il numero di donatori».

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