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Carenza idrica, problemi anche per le autobotti

AUTOBOTTECIVITAVECCHIA – «Sono giorni che anche in questa zona viviamo una carenza idrica mai registrata negli anni precedenti. Ma che fa l’assessore Campidonico oltre ad abbattere gli alberi di Via delle Sterlizie?». Se lo chiede Pino, uno dei residenti di San Gordiano, costretto come tanti altri a fare le file alla fontana pubblica per poi tornare a casa con le taniche piene d’acqua. Disagi anche per le autobotti cittadine, costrette a chiedere aiuto al Comune di Tarquinia per riuscire a fare rifornimento. Così Civitavecchia rispolvera la vecchia conca, quella che le donne utilizzavano agli inizi del secolo scorso per portare l’acqua in equilibrio sulla testa fino alle proprie abitazioni. E di equilibri si parla, di quelli che oggi impongono al sindaco Moscherini di sottostare alle pressioni politiche provenienti da ogni parte, tanto da indurlo a fare marcia indietro sulla quella sua frase che in campagna elettorale per le amministrative divenne un cavallo di battaglia: «L’acqua non sarà privatizzata». Oggi alla finestra c’è Acea, in attesa che l’amministrazione concretizzi la sua promessa dell’ultima ora, quella di affidare la gestione dell’idrico proprio alla società romana, superando le vecchie congetture. Al centro del discorso ci sono invece i cittadini, ai quali i giochi politici non interessano, costretti purtroppo a fare i conti con una realtà drammatica: ogni anno in estate i rubinetti sono asciutti. Oggi l’ennesima condizione di disagio per gli utenti: «Ci vorrebbero fermare con il contentino dello scorporo in bolletta – afferma un gruppo di cittadini – la verità è che siamo stufi di essere presi in giro». Un problema, quello della carenza idrica, causato da un nemico. Un nemico che assume forme e dimensioni diverse a seconda del colore politico al quale appartiene l’amministrazione comunale. Questa volta è il Medio Tirreno, con le sue continue dispersioni d’acqua nelle campagne, che il Comune avrebbe già accertato, tanto che l’assessore Campidonico ha già depositato un esposto in Procura. Sta ora ai magistrati rendere giustizia alla gente e c’è da scommettere che ciò accada in tempi brevi, considerata la rapidità con la quale gli uffici giudiziari si sono mossi su altre recenti segnalazioni.

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