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Carne biologica: avviata la filiera per la produzione di qualità

ALLUMIERE. Il vicepresidente Antonio Pasquini illustra i consistenti investimenti da parte dell’Università Agraria Realizzato un centro d’ingrasso a breve utilizzabile per tutto il bestiame dell’Ente

ALLUMIERE. Il vicepresidente Antonio Pasquini illustra i consistenti investimenti da parte dell’Università Agraria Realizzato un centro d’ingrasso a breve utilizzabile per tutto il bestiame dell’Ente

ALLUMIERE – In questi anni, con l’obiettivo di chiudere la filiera corta della carne biologica del nostro paese, l’Università Agraria di Allumiere ha lavorato intensamente creando quelle basi strutturali ed aziendali che garantiranno nel tempo una produzione di qualità. «Con due distinti investimenti, rispettivamente di 150mila euro e 200mila euro, sono stati realizzati comparti e staccionate, si sono recuperate sorgenti e costruiti acquedotti e nuovi fontanili, con lo scopo di migliorare l’attività zootecnica svolta dagli utenti – spiega il vice presidente, Antonio Pasquini – un altro investimento di 150mila euro ha permesso la realizzazione, in località Colle di Mezzo, di un ottimo centro d’ingrasso con metodo biologico, attualmente utilizzato per il bestiame dell’Ente agrario e che nel prossimo futuro sarà disponibile per l’ingrasso di tutto il bestiame allevato biologicamente. Gli interventi strutturali, l’alimentazione mirata e il lavoro svolto dai dipendenti, hanno fatto sì che si siano raggiunti sorprendenti incrementi giornalieri di produzione nel rispetto della conduzione in biologico, ottenendo un prodotto di qualità e remunerativo che ha permesso di incrementare in maniera vertiginosa la macellazione e la relativa vendita». Il vicepresidente dell’Ente collinare ha anche sottolineato con orgoglio che: «Siamo passati dai 1.351 kg del 2000 ai 10.624 kg del 2010 di ‘‘peso morto macellato’’ con un conseguente aumento dagli euro 8.902,17 del 2000 ai 41.651,43 euro di questo anno. Ad oggi, in azienda si contano 13 tori maremmani e 2 charolais di categoria A a fronte dei soli 2 maremmani del 2000, mentre le fattrici, che nel 2000 erano 74, attualmente sono 114.Ottimi risultati, quindi, che evidenziano come l’investimento nella zootecnia può assicurare elevati livelli produttivi e soprattutto occupazionali per il futuro». Intanto l’Agraria ha approvato il progetto di un centro per la lavorazione e vendita della carne biologica nel magazzino di proprietà dell’Ente e la Regione Lazio ha condiviso il progetto, svincolando la somma di 173.094,50. «Il nostro obiettivo di chiudere la filiera della carne è ormai una realtà».
Rom.Mos.

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