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Case per anziani: controlli a tappeto della finanza

Dopo i fatti di Villa Chiara a Santa Marinella. Sette su otto strutture passate al setaccio sono risultate irregolari Solo a Ladispoli un centro a norma di legge 

Dopo i fatti di Villa Chiara a Santa Marinella. Sette su otto strutture passate al setaccio sono risultate irregolari Solo a Ladispoli un centro a norma di legge 

LADISPOLI – Dopo i tragici fatti che hanno coinvolto due anziani ospitati nella casa alloggio  Villa Chiara, di Santa Marinella, deceduti a seguito di un incendio, i finanzieri della tenenza di Ladispoli, in coordinamento con il comando del gruppo Roma alle dipendenze del colonnello Pierluigi Sozzo, hanno ispezionato otto case alloggio per anziani aventi sede nei comuni di Ladispoli, Bracciano ed Anguillara Sabazia. I controlli miravano a verificare la corretta applicazione delle norme amministrative, igenico-sanitarie e fiscali, con particolare attenzione alle condizioni di vita degli anziani, un centinaio circa, ospitati nelle case alloggio per una retta pagata variabile da 1.000,00 a 1.300,00 euro cadauno al mese. Le indagini condotte dalle fiamme gialle con accessi presso le strutture, hanno evidenziato irregolarità che spaziano in tutti i campi, commesse da 7 case alloggio su otto ispezionate. L’unica regolare sotto tutti i punti di vista ha sede a Ladispoli. Case alloggio gestite senza alcuna autorizzazione amministrativa e completamente sconosciute al fisco; personale infermieristico professionale pressoché assente; assistenza medica nei limiti; impiego di dipendenti “in nero” in completa evasione dei contributi previdenziali ed assistenziali, spesso cittadini comunitari sprovvisti di qualsiasi professionalita’; possesso di generi alimentari surgelati scaduti destinati ad essere somministrati agli anziani ospitati. In un caso, ad Anguillara Sabazia, uno dei titolari, nella propria cantina, con l’aiuto di specifiche lampade, trasformatori e timer per produrre le condizioni ambientali necessarie, aveva artigianalmente organizzato una piccola coltivazione di marjuana. Le indagini hanno permesso di constatare che, pur se in un primo momento gli indizi portavano a ritenere che la sostanza stupefacente prodotta potesse essere utilizzata per essere somministrata agli anziani ospiti al fine di produrre effetti tranquillizzanti, essa era destinata ad un uso personale del produttore. Complessivamente le ispezioni hanno riguardato 8 case alloggio per un centinaio circa di anziani ospitati. Di queste, quattro, di cui 2 a Bracciano e 2 ad Anguillara Sabazia, sono risultate completamente sconosciute al fisco per un ammontare complessivo di ricavi non dichiarati all’erario pari a 2.405.000,00 euro, mentre sono 13 i lavoratori dipendenti “in nero” individuati. Sono stati, inoltre, sequestrati in una casa alloggio ad Anguillara Sabazia, 150 chilogrammi di vari generi alimentari surgelati e scaduti (carne, pesce, verdure, pasta precotta, ecc.), nonche’ diverse piante e 219 semi di Canapa indiana unitamente a varia attrezzatura idonea a far crescere le piante della sostanza stupefacente. In seguito alle diverse e gravi irregolarità riscontrate, per due di esse, ad Anguillara, sono scattati i provvedimenti di chiusura adottati anche con la collaborazione di funzionari Asl e della polizia locale del Comune di Anguillara Sabazia, appositamente invitati a presenziare alle ispezioni dai finanzieri di Ladispoli. La titolare della casa alloggio che coltivava la canapa indiana, M.C. di anni 35, romana, e’ stata denunciata alla procura della repubblica di Civitavecchia per coltivazione e possesso di sostanze stupefacenti

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