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Casette, il Tar si pronuncerà tra 40 giorni

Mercoledì scorso i legali delle parti hanno dibattuto dinnanzi ai giudici del Tar Il 3 settembre dello scorso anno il tribunale amministrativo respinse la richiesta di sospensiva dell’esponente di AeL Vittorio Petrelli Un mese fa l’area è stata consegnata alle due Ati appaltatrici. I cittadini sperano soprattutto in un intervento della magistratura

Mercoledì scorso i legali delle parti hanno dibattuto dinnanzi ai giudici del Tar Il 3 settembre dello scorso anno il tribunale amministrativo respinse la richiesta di sospensiva dell’esponente di AeL Vittorio Petrelli Un mese fa l’area è stata consegnata alle due Ati appaltatrici. I cittadini sperano soprattutto in un intervento della magistratura

CIVITAVECCHIA – Verrà pubblicato sul sito internet del Tar del Lazio entro i prossimi 40 giorni l’esito del ricorso presentato dagli abitanti di San Liborio coordinati da Vittorio Petrelli (AeL) per impedire la realizzazione del villaggio della solidarietà meglio conosciuto come le ‘‘casette di legno’’. Mercoledì scorso infatti presso il tribunale amministrativo, si è tenuta l’udienza con i due avvocati Roberto Immediata (rappresentante dei cittadini ricorrenti) e Domenico Occagna (rappresentante dell’amministrazione comunale) si sono battuti dinnanzi ai giudici sostenendo ciascuno la propria causa. Il legale del Pincio ha sostanzialmente ribadito quanto anche sostenuto dal sindaco Moscherini, sottolineando il carattere temporaneo dell’opera (i moduli abitativi verrebbero installati per 4 anni) e la funzione pubblica che andranno a svolgere dopo la risoluzione dell’emergenza, quando verrebbero destinati per ‘‘scopi sociali’’. Per contro l’avvocato Immediata ha quindi evidenziato come benché esista un problema di emergenza abitativa la soluzione proposta dal comune presenti lacune dal punto di vista amministrativo: la mancata compatibilità urbanistica tra l’intervento residenziale e le destinazioni urbanistiche del sito, la diversa destinazione d’uso delle opere in progetto e l’esclusione del concetto di temporanetià delle opere in argomento «in quanto estraneo al concetto temporaneo di utilizzo e di precarietà degli immobili residenziali». È utile inoltre ricordare che lo scorso 3 settembre 2009 il Tar respinse la richiesta di sospensiva riguardante l’inizio dei lavori per l’insediamento di prefabbricati da realizzare nel quartiere S. Liborio, perché allo stato dei fatti “non si configurava danno grave e irreparabile, anche in considerazione della natura dell’atto impugnato“. «A prescindere da quale sarà il verdetto del Tar – ha concluso l’esponente di Ambiente e Lavoro Vittorio Petrelli – resta l’amaro in bocca dinnanzi ad una amministrazione che per risolvere i problemi di emergenza abitativa e finanziaria della città spende ‘‘con una mano’’ 3 milioni di euro per comperare moduli abitativi prefabbricati mentre con l’altra impedisce all’Ater di realizzare alloggi popolari veri». Intanto le aree sono state consegnate un mese fa alle due Ati (associazioni temporanee d’impresa) appaltatrici: Arch Legno ed Edil Casa 2000. Sicuramente in questi 40 giorni sarà cruciale il ruolo giocato dalla magistratura (che sulla vicenda ha già aperto un’inchiesta) che potrebbe, oltre a svolgere il proprio ruolo autonomamente, tenere conto della sentenza emessa dal Tar.
Mat. Mar.

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