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Caso Mastarna, sindacati sul piede di guerra

MONTALTO. La Regione ha tagliato i contributi. Le OO.SS del settore edile e commercio annunciano proteste e chiedono un tavolo urgenteA rischio il futuro occupazionale di 40 lavoratori e la prospettiva di uno dei parchi archeologici più iportanti»

MONTALTO. La Regione ha tagliato i contributi. Le OO.SS del settore edile e commercio annunciano proteste e chiedono un tavolo urgenteA rischio il futuro occupazionale di 40 lavoratori e la prospettiva di uno dei parchi archeologici più iportanti»

MONTALTO – È di pochi giorni fa la notizia che la Mastarna, società che gestisce il parco archeologico di Vulci ha rinnovato la cassa integrazione per 20 dipendenti attraverso una programmata rotazione lavorativa del personale al fine di mantenere aperte alcune delle principali attività del parco. Alla base della decisione, secondo quanto riferito dalla stessa società, ci sarebbe la revoca da parte della Regione Lazio dei provvedimenti relativi agli interventi di promozione e valorizzazione dell’area archeologica. Sulla vicenda intervengono ora i sindacati del settore Edili e Commercio (Fabio Turco Filca Cisl, Massimo Guerrini Fillea Cgil, Francesco Palese, Feneal Uil, Giorgio Petroselli Fisascat Cisl, Carlo Proietti Filcams Cgil, Elvira Fatiganti Uiltucs Uil). I sindacati chiedono di attivare un tavolo alla Regione per approfondire e trovare soluzioni immediate e annunciano anche una grande manifestazione di protesta, “al fine di scongiurare la chiusura del Parco, evitando di aggiungere 40 lavoratori alle liste dei disoccupati, incrementando un tasso di disoccupazione che la Provincia viterbese non riesce più a sopportare”. “Il mancato contributo da parte della Regione Lazio, al Comune di Montalto di Castro – dichiarano le organizzazioni sindacali – sta mettendo in seria difficoltà il futuro occupazionale di 40 lavoratori e la prospettiva di uno dei parchi archeologici più importanti del nostro Paese, che raggiunge oltre i 25000 visitatori l’anno. Riteniamo inaccettabile l’atteggiamento della presidente della Regione Lazio e della sua giunta che si ostina a tagliare fondi per l’intero Viterbese. Dopo aver cancellato investimenti per la sanità, infrastrutture, centri storici, adesso è la volta della Cultura”. “Infatti – proseguono i sindacati – i circa due milioni di euro dei fondi Por 2007-2013 finanziato dalla comunità Europea non sono mai arrivati a destinazione, causando difficoltà di gestione e mettendo a rischio l’intera occupazione del sito”.

Ale. Ro.

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