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Caso Ri.Rei, lettera aperta al presidente Marrazzo

 LETTERA APERTA
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO, PIERO MARRAZZO

Caro Presidente,
siamo costretti a scriverle per far ascoltare la nostra voce. Di solito preferiamo il tavolo della concertazione,
preferiamo le sedi ufficiali e istituzionali e ci scuserà se scegliamo questo mezzo così plateale. Ma quello che dobbiamo dirle, caro presidente, ci sta molto
a cuore e non potevamo permettere che il galateo togliesse forza alle nostre intenzioni.
Le scriviamo, perché 500 lavoratori, 1200 disabili e 6 centri di riabilitazione all’avanguardia nel Lazio rischiano di non avere un futuro. La storia parte da lontano,
dal 2006, quando siamo stati chiamati in causa dalla sua Giunta per dare una risposta immediata alla grave crisi ingenerata dal fallimento dell’Associazione Anni
Verdi, che gestiva strutture cruciali per la cura e la riabilitazione dei disabili sul territorio laziale. Sono state coinvolte in questa missione di salvaguardia 3 cooperative
sociali, tra le più qualificate nel settore dell’assistenza sanitaria, che hanno dato vita al Consorzio Ri.Rei – Riabilitazione e Reinserimento per gestire i servizi,
garantire continuità assistenziale e tutelare i lavoratori, con la piena approvazione della giunta da lei presieduta. Dopo quasi 3 anni di duro lavoro e di ingenti investimenti
finanziari da parte delle cooperative, però, la Regione Lazio non ha ancora voluto normalizzare questa vicenda, ritardando sempre più i pagamenti, modificando
le modalità di remunerazione in forma unilaterale e non ha concesso a Ri.Rei. l’accreditamento delle strutture. Siamo rimasti osservatori impotenti di
accordi siglati e sistematicamente invalidati da lungaggini burocratiche, sino all’ultimo, siglato con il senatore Montino e oramai scaduto. Nel frattempo leggiamo, perché
nessuna comunicazione ci viene fornita, che si è chiesto al Prefetto di autorizzare le Asl al pagamento diretto dei dipendenti. Basterebbe pagare il consorzio, signor
Presidente, che vanta oltre 24 milioni di credito scaduto e sapremmo da soli adempiere ai nostri doveri, in primis verso i lavoratori.
Presidente, ci spiace dover interpretare tutto questo come un attacco alla cooperazione sociale. Speravamo sinceramente che la sua Giunta in questi anni avrebbe
reso merito al nostro lavoro, che ha combattuto per decenni con i ritardi dei pagamenti degli enti pubblici e assenza di regole nei settori fondamentali.
Noi continuiamo, anche in questi giorni, e sull’orlo dell’insolvenza a cui ci avete condotto, a erogare i servizi di cui i cittadini hanno bisogno, nonostante l’assenza delle
istituzioni e la mancanza di un’adeguata copertura economica e giuridica, per senso di responsabilità verso gli oltre 500 lavoratori e le 1200 famiglie degli assistiti.
Sperando che alla fine di questa brutta storia arrivi in extremis qualche buona notizia.

 

Lega Cooperative Lazio

Confcooperative Federsolidarietà Lazio

Agci Lazio 

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