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Centraline, il Pd critica l'Osservatorio

CIVITAVECCHIA – Sulla rete di controllo della qualità dell’aria interviene anche il Partito Democratico, che hanno giudicato grave il non aver provveduto nei tempi a stipulare un nuovo contratto, o prolungato il precedente, per la manutenzione delle centraline. “Così – spiegano – da oltre 15 giorni il comune di Civitavecchia ed i comuni del comprensorio sono senza strumenti di controllo dell’inquinamento atmosferico dedicato alle ricadute degli inquinanti al suolo provenienti da impianti di produzione di energia termoelettrica. A nulla solo valsi i ripetuti solleciti del manutentore, che ha garantito comunque la manutenzione degli impianti per ben quattro mesi pur in assenza di contratto, a nulla sono valsi gli appelli di alcuni consiglieri comunali che già dai primi di giugno mettevano in guardia sul pericolo del mancato rinnovo del contratto di manutenzione, a nulla sono valsi gli inviti dello stesso Procuratore della Repubblica ad intervenire perché ciò fosse scongiurato. Se infatti riprendiamo gli articoli di giornale del 1 luglio scorso, data in cui il contratto di manutenzione si interrompe, troveremo le stesse dichiarazioni del dottor Manrico Coleine in cui ci parla delle centraline ad Arpa ed di contratto di manutenzione pronto, con una modifica sostanziale, la riduzione delle centraline che da 11 (14 detratte le 3 passate all’Arpa Lazio) passerebbero a 6, con buona pace dei Sindaci del comprensorio che vedrebbero eliminati gli strumenti di controllo presenti sul proprio territorio. Inoltre se la matematica non è un opinione apprendiamo che l’Enel ha erogato ad oggi per l’Osservatorio Ambientale ben 6 milioni di euro per coprire le spese fino a dicembre 2009. Apprendiamo sempre da dichiarazioni del dottor Coleine che l’osservatorio Ambientale ha stipulato un contratto di 230mila euro per un sistema di rilevamento della qualità delle acque che ancora non è stato neanche progettato (quindi quei soldi non sono ancora spesi), che 160mila euro andranno ad Arpa Lazio per la gestione delle tre centraline il cui contratto non è stato ancora firmato (quindi non ancora spesi). E’ possibile allora che non ha travato il modo di spendere 250 mila euro necessari al funzionamento di sei mesi della Rete della Qualità dell’Aria, unico vero strumento ad oggi in possesso dei cittadini per il controllo della qualità dell’aria che respirano ogni giorno?”.

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