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Chiazze a mare: i dati Arpa danno ragione alla Capitaneria

Tarquinia. Le sostanze schiumose rilevate questa estate non erano frutto di inquinamento come ipotizzato dal sindaco Mazzola Divieto di balneazione invece a San Giorgio. La non bontà delle acque potrebbe dipendere dalle abitazioni abusive prive di impianti di depurazione

Tarquinia. Le sostanze schiumose rilevate questa estate non erano frutto di inquinamento come ipotizzato dal sindaco Mazzola Divieto di balneazione invece a San Giorgio. La non bontà delle acque potrebbe dipendere dalle abitazioni abusive prive di impianti di depurazione

TARQUINIA – Le chiazze bianche segnalate per diverso tempo al largo del mare di Tarquinia non erano dovute ad inquinamento.
La conferma arriva dai risultati dei prelievi effettuati dall’Arpa Lazio all’indomani delle segnalazioni dei bagnanti e dello stesso sindaco della città etrusca Mauro Mazzola, che sul caso, peraltro, presentò anche un esposto in Procura, con tanto di materiale fotografico allegato.
A seguito di quelle segnalazioni non mancò l’immediato sopralluogo della Capitaneria di Porto e, nello specifico, del maresciallo Lamberto Alessandro del distaccamento di Tarquinia. Dopo un’accurata perizia esterna sul luogo delle chiazze, il maresciallo Alessandro assicurò l’assenza di inquinamento. Una valutazione precisa che oggi trova dunque confermata nei numeri dell’Arpa.
Il maresciallo Alessandro invitò infatti alla cautela la cittadinanza e lo stesso primo cittadino, al fine di evitare di lanciare inutili allarmismi. Lo stesso rappresentante della Capitaneria di porto rigettò anche l’eccessiva presa di posizione del sindaco Mazzola. Su queste reciproche dichiarazioni, come si ricorderà, si era infatti creato un diverbio tra il corpo della Marina e il sindaco, il quale a sua volta aveva effettuato un sopralluogo in barca, con tanto di macchina fotografica, per poi inviare tutto alla Procura di Civitavecchia. «Ciò che mi meraviglia, sono le dichiarazioni del rappresentante della Capitaneria di Porto, nelle quali si ridimensiona notevolmente il fenomeno, mettendo in dubbio le mie parole», aveva tuonato il primo cittadino.
Le chiazze però, non erano altro che la sedimentazione delle alghe e la poseidonia che con il gran caldo dell’estate va in decomposizione, arrivando in superficie e manifestandosi con chiazze chiare.
Quindi non erano frutto di inquinamento o tali da richiedere un piano di intervento immediato, come paventato dal sindaco.
Sulla bontà dei dati Arpa arriva anche l’assicurazione dello stesso maresciallo Alessandro: «Si, è vero – dice il rappresentante locale della Capitaneria – i dati Arpa in nostro possesso confermano che quelle chiazze non erano frutto di inquinamento». A distanza di tempo le carte danno dunque ragione alla Capitaneria. Gli uomini della Guardia Costiera, proseguono comunque il loro lavoro di controllo su tutta la costa. In proposito sono in atto accertamenti per valutare altre situazioni ed eventuali presenze di inquinamento. Proprio nei giorni scorsi il sindaco Mazzola ha dovuto emettere un divieto di balneazione in località San Giorgio a seguito dei dati Arpa che rivelano, invece, in quel punto, diverse sostanze inquinanti, forse dovute anche alla presenza di abitazioni abusive che non possiedono alcun sistema di allaccio agli impianti di depurazione.

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