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Chiude ostetricia: il Comune ricorre al Tar

TARQUINIA. Il sindaco Mazzola contrario al piano sanitario presentato dalla governatrice del Lazio Renata Polverini Il primo cittadino annuncia un consiglio comunale straordinario: «Assurdo, vogliono trasferire il reparto a Civitavecchia»

TARQUINIA. Il sindaco Mazzola contrario al piano sanitario presentato dalla governatrice del Lazio Renata Polverini Il primo cittadino annuncia un consiglio comunale straordinario: «Assurdo, vogliono trasferire il reparto a Civitavecchia»

TARQUINIA – Il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola non ci sta e annuncia di ricorrere al Tar contro i tagli agli ospedali previsti dal piano sanitario presentato dalla governatrice del Lazio Renata Polverini. Il documento penalizza i tarquiniesi prevedendo la chiusura del reparto di ostetricia. «Si tratta di un provvedimento assurdo – tuona il sindaco Mauro Mazzola – sia perché priva una vasta area del Viterbese di un servizio efficiente ed apprezzato dalla popolazione, come dimostrano le 450 nascite avvenute nel reparto nell’anno 2009, sia perché abbiamo accertato che la metà delle donne che partoriscono a Tarquinia giungono da Civitavecchia, la città in cui la Polverini vorrebbe trasferire il reparto di ostetricia». Mazzola anticipa anche che nei prossimi giorni convocherà una seduta straordinaria del consiglio comunale, alla quale inviterà tutti i consiglieri regionali eletti nel Viterbese e la stessa presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «Se la decisione non verrà revocata – conclude il primo cittadino – il presidente della Regione sentirà parlare a lungo di Tarquinia». Sull’argomento interviene anche il Partito democratico cittadino che nella chiusura di ostetricia teme il preludio ad una chiusura totale del nosocomio. Dunque fa appello a tutti i partiti affinché con un’azione comune corrano ai ripari «prima della catastrofe umana, sociale e democratica che sta per abbattersi sulla città». «La vita di un bambino che nasce – dicono dal Pd – non può attendere, come la madre non può rischiare la vita per portare alla luce un figlio».

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